Catiuscia Marini ha affermato che va approfondito, dalla istituenda Commissione d'indagine del Consiglio regionale, l’aspetto delle fasce di adulti che sono coinvolti nel consumo di stupefacenti e nel problema rappresentato dalla dipendenza da alcool
cocaina

Un ormai vecchio, notissimo Presidente del Consiglio affermava, ai suoi bei tempi, che se si voleva mettere la sordina a qualche problema bastava costituire una Commissione. Suggerimento che il Consiglio regionale dell’Umbria ci si augura non abbia avuto presente, anche se sono molti i dubbi che il problema sia politico e non culturale e comunque non risolvibile con interventi legislativi, quando ha dopo molti anni accolto la proposta di istituire una “commissione regionale d’inchiesta su tossicodipendenze, mortalità per overdose e fenomeni correlati”.
Secondo la consigliera Sandra Monacelli dell’Udc  ci sarebbero "6mila dosi distribuite sulla piazza e con una farmacia di Perugia che afferma di vendere da sola 1000 siringhe al dì."
 
L’atto è stato approvato con due votazioni distinte: unanime sulla istituzione ed a maggioranza 21 a favore e 10 astenuti (Pdl, Lega, Udc) sulle modalità di indagine .  L’organismo sarà composto da cinque consiglieri, tre di maggioranza e due di minoranza, opererà per un anno, prorogabile con voto consiliare, e dovrà riferire al terzo e nono mese in Terza Commissione, e al sesto e al dodicesimo mese direttamente in Aula.

Compiti più importanti della Commissione – stilati sulla base delle strategie che si è data la  Comunità europea nel periodo 2005-2012 e che puntano alla contemporanea riduzione  della domanda e della offerta di sostanze stupefacenti – sono di analizzare: l’incidenza del fenomeno tossicodipendenze in Umbria, con particolare riferimento all’eccessivo
consumo di eroina; il narcotraffico; la diffusione del fenomeno fra i giovanissimi; la validità dei protocolli terapeutici adottati nelle strutture di cura.
La Commissione d’inchiesta dovrà inoltre, individuare proposte ed azioni di prevenzione e contrasto al traffico ed al consumo di stupefacenti ed alle morti per overdose: il tutto da stilare  in atti finali che verranno sottoscritti ed impegneranno Regione, Comuni, Forze dell’ordine
e Ufficio scolastico regionale.

Respinti a maggioranza due emendamenti presentati in apertura di dibattito sul campo d’indagine della Commissione: il primo sulla distinzione fra “droghe leggere e droghe pesanti”, a firma di Pdl, Lega Nord, Udc; il secondo sull’impegno della Commissione ad “operare in linea con il nuovo piano d’azione nazionale votato dal Governo nazionale”, presentato solo da Pdl e Lega Nord.

Sull’argomento Catiuscia Marini
ha posto l’accento sulle “mode” che imperano non solo tra i giovani affermando che “ Si tratta di un fenomeno che non riguarda esclusivamente le giovani generazioni, perché va approfondito l’aspetto delle fasce di adulti che sono coinvolti nel consumo di stupefacenti e nel problema rappresentato dalla dipendenza da alcool. Ricordo che il primo ingresso nella dipendenza da parte dei giovanissimi avviene con l’alcool, quindi anche con le droghe.
 
Ciò che ci viene richiesto è di fare interventi preventivi sul consumo di alcol, e siamo chiamati a cambiare approccio per quanto riguarda la prevenzione, la cura e il recupero, non solo sui giovani ma su estese fasce di popolazione. Mi aspetto, dalla commissione che si vuole istituire, un aiuto per arrivare ad interventi legislativi che possano incidere sul problema delle dipendenze, fermo restando quanto stabilito con il ministro Maroni nel Patto per la sicurezza, che prevede un’azione decisa contro il traffico di sostanze stupefacenti”.

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