Secondo alcuni si va verso una "glaciazione", per altri verso un riscaldamento, per altri la variazione di temperature potrebbe essere determinata dal petrolio sparso nel Golfo del Messico
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Il 12 giugno 2010, l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) annunciò la "Global Climate Change Risk da BP Oil Spill – Rischio di cambiamento climatico globale da Oil Spill BP , " la fuoriuscita di petrolio BP potrebbe causare danni irreparabili per l’attività globale di termo-regolazione della Corrente del Golfo.
Secondo il Dott. Gianluigi Zangari, un fisico italiano, teorico e principale analista di sistemi complessi e caotici nei Laboratori Nazionali di Frascati in Italia, il percorso corrente del Golfo del Messico è stato bloccato a causa del disastro della BP

Questa potrebbe essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e tra un po’ avremo le statistiche per capire se l’emisfero nord del pianeta va verso un raffreddamento o magari, come sembrerebbero indicare le prime rilevazioni in Inghilterra, verso un’accentuazione delle differenze  tra le varie temperature registrate nel periodo.
Secondo l’Istituto di Meteorologia e della gestione delle acque di Polonia, questo cambiamento climatico può essere rilevato già nei paesi scandinavi e sarebbe in marcia verso sud.
Ma la NASA, analizzando studi da satellite, ha detto che negli ultimi 20 anni la Corrente del Golfo, al contrario, ha registrato un certo aumento della temperatura.

Le due previsioni, però, proprio per effetto della fuoriuscita di petrolio, potrebbero fotografare da punti di vista diversi lo stesso problema e non essere in contraddizione fra loro.
E’ stato, infatti, rivelato che la presenza di idrocarburi sul pelo dell’acqua impedisce l’evaporazione e quindi innalza la temperatura delle acque sottostanti.
Solitamente la temperatura è un fattore determinante per il funzionamento della Corrente del Golfo in quanto, con l’evaporazione, aumenta la concentrazione di sali nell’acqua che così diventa più densa, più pesante e quindi affonda facilmente quando si raffredda in prossimità dell’artico.
Con il suo affondamento l’acqua che si raffredda “tira” quella che viene dietro e fa funzionare la corrente.
Ma ora l’acqua è solo più calda e non più densa
perché la pellicola sul pelo dell’acqua impedisce l’evaporazione e nelle stesso tempo la concentrazione dei Sali. Questa acqua è quindi più leggera e più calda.
Cioè ha più difficoltà ad affondare e di conseguenza si ha una Corrente del Golfo più calda ma più lenta
.

Le due teorie apparentemente agli antipodi confluiscono in una sola; non appena arriveranno le statistiche delle temperature dei mesi invernali sapremo se ciò è vero.

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