Il documento di bilancio di previsione 2026–2028 oggi all’esame del Consiglio comunale non è una formalità, ma una certificazione piena della solidità, della coerenza e della sostenibilità delle scelte politiche compiute da questa Amministrazione per il futuro di Todi. È la conferma della capacità amministrativa di una maggioranza che ha saputo tenere la “barra a dritta” in ogni contesto, dalle pagine più difficili della pandemia, alle esaltanti cavalcate di una stagione di opere pubbliche che non si era mai vista.
In un contesto complesso, segnato da incertezze economiche e da trasferimenti sempre più ridotti per gli enti locali, Todi presenta un bilancio che rispetta rigorosamente gli equilibri finanziari per tutto il triennio, senza scorciatoie, senza artifici contabili e senza promesse irrealistiche. È una scelta di serietà amministrativa, prima ancora che tecnica. Questo documento attesta l’attendibilità delle entrate, fondate su basi storiche solide e su reali capacità di riscossione. A questo si affianca un lavoro strutturale e costante sul recupero dell’evasione fiscale, che anche negli ultimi esercizi continua a produrre risultati superiori al milione e mezzo di euro.
Abbbiamo scelto di non si tratta di aumentare le tasse a chi già paga, ma di ristabilire equità e giustizia fiscale: chi deve contribuire, contribuisce. Questo è un principio politico chiaro.
Sul versante della fiscalità locale, voglio ribadire con forza una scelta che qualifica questa Amministrazione: per l’ennesima volta riduciamo l’addizionale comunale IRPEF. Lo facciamo in modo responsabile, perché ce lo possiamo permettere grazie a bilanci solidi, e lo facciamo in netta controtendenza rispetto alla Regione Umbria, che ha scelto invece di aumentare il carico fiscale.
Todi sceglie un’altra strada: stare dalla parte delle famiglie e dei redditi, senza compromettere i servizi. Continuiamo a mantenere tutti i servizi alla persona, dando ai nostri cittadini molti più servizi della media della nostra zona sociale. Tanti di questi servizi vengono pagati dal nostro bilancio, basti pensare che noi abbiamo due assistenti sociali che paghiamo direttamente.
Lo stesso approccio emerge con chiarezza sul tema TARI. Gli aumenti previsti si fermano all’1,3%, un dato estremamente contenuto se confrontato con l’andamento generale dei costi del servizio rifiuti. Questo risultato non è casuale: è merito diretto della capacità del Comune di Todi di gestire un servizio efficientissimo, controllando i costi, ottimizzando l’organizzazione e difendendo gli interessi dei cittadini.
Qui si innesta un tema politico più ampio, che va affermato con chiarezza. Nei giorni scorsi il Consiglio direttivo di AURI – Autorità umbra per i rifiuti e l’idrico, composto da nove sindaci di tutti gli schieramenti politici, ha approvato il DUP – Documento Unico di Programmazione. In quel documento, messo nero su bianco, emergono dubbi e criticità gravissime: la Regione Umbria non ha dato risposte sulla chiusura del ciclo dei rifiuti, sul nuovo piano d’ambito, sul futuro delle gare e delle discariche. Questo vuoto di programmazione regionale pesa direttamente sui Comuni.
Eppure, nonostante questo quadro di incertezza, Todi riesce a contenere gli aumenti TARI. Questo è un dato politico che va riconosciuto.
Segnalo inoltre un leggero aumento delle sanzioni per violazioni al Codice della Strada, legato all’avvio del varco all’inizio della salita di San Carlo. Non è una misura punitiva, ma una scelta di tutela: tutela dei residenti del centro storico, della vivibilità, della sicurezza e del decoro urbano. Anche qui, una scelta che nasce dall’ascolto del territorio.
Positiva è anche la previsione di andamento dei proventi degli oneri concessori, che testimonia una vitalità concreta del settore edilizio e un segnale di crescita e fiducia nel futuro di Todi, nel solco di quello che è stato fatto in questi anni.
Segnalo, infine, la previsione della imposta di soggiorno. Nonostante, le tariffe più basse dell’Umbria (fino ad un terzo di Perugia – si paga fino a quattro giorni – minori fino a 15 anni non pagano – familiari di degenti – day hospital – studenti – autisti di pulmann) dopo anni di previsione a 150.000,00, quest’anno prevediamo 180.000. E’ il segno di una città che continua ad esser attrattiva nel settore del turismo
Sul fronte della spesa, il bilancio garantisce i servizi essenziali, il sostegno alle fragilità sociali, la manutenzione del patrimonio e il funzionamento della macchina comunale, nel pieno rispetto dei limiti sul personale. Non ci sono sprechi, ma scelte ponderate, coerenti con le priorità di una comunità come la nostra.
Non numeri isolati, ma indicatori di una città che continua ad attrarre investimenti e a rigenerarsi. Desidero, ancora, sottolineare la ribadita volontà di porre ingenti risorse sul settore delle manutenzioni. È un settore di cui siamo orgogliosi e che continuiamo a sostenere con investimenti anche in conto capitale. All’intero settore va il nostro sentito ringraziamento
Questo è un bilancio serio, credibile e sostenibile. Per la sua redazione, dobbiamo ringraziare con considerazione, stima e riconoscenza l’Assessore Elena Baglioni, puntuale e precisa come nessun altro. Allo stesso modo, permettetemi di porgere il nostro ringraziamento ai nostri uffici finanziari, magistralmente guidato dalla Dottoressa Maria Rita Scimmi.
Le critiche politiche sono legittime, ma non possono ignorare i dati certificati. Chi vota contro questo bilancio lo fa per una scelta politica, non perché i conti non tornino. E permettetemi di chiudere con una riflessione identitaria.
Todi è una città che non cerca scorciatoie, che non vive di annunci, che non scarica sui bilanci futuri le difficoltà del presente. È una comunità che chiede serietà, equilibrio, rispetto.
Questo bilancio racconta esattamente questo: una Todi che governa con prudenza, che tutela i cittadini, che mantiene i conti in ordine e che guarda avanti senza perdere la propria misura.












