Todi e le sue frazioni tornano a fare i conti con un’insicurezza che non si sentiva da tempo. Con gli ultimi, preoccupanti episodi registrati nella zona di Porta Fratta l’Amministrazione Comunale sembra fare spallucce mentre a noi rimangono solo vecchi annunci che sono ancora solo ipotesi.
C’è però un dettaglio che non sfugge ai cittadini, ed è tragicomico. Quando si tratta di installare telecamere per la ZTL, l’occhio del falco non perde un colpo, e una telecamera è in arrivo per monitorare l’accesso in via San Carlo. Sarà vigile e, ne siamo certi, sarà implacabile nel sanzionare i tuderti se provano ad avvicinarsi al centro storico.
La tecnologia sembra funzionare a due velocità, è rapidissima e chirurgica quando serve a fare cassa con le multe dei residenti o dei turisti distratti. Diventa invece improvvisamente lenta, obsoleta o “in fase di programmazione” quando dovrebbe servire a proteggere le nostre case e i cittadini.
Anni fa abbiamo sentito parlare di raddoppio delle telecamere, di “patti per la sicurezza” e di fondi regionali. Ora la domanda: dove sono finiti questi investimenti? Evidentemente, o le telecamere “di sicurezza” non ci sono, o sono spente. Delle due, una.
È sempre in voga la politica degli annunci, mentre le frazioni e il colle vengono battute palmo a palmo dai ladri. Come opposizione presenteremo un’interrogazione per avere la mappa reale della videosorveglianza attiva, considerando anche il fatto che tutti i comuni limitrofi hanno intensificato i loro sistemi. A Foligno, addirittura, si utilizza un sistema con l’intelligenza artificiale integrata.
Noi non pretendiamo una centrale dei servizi segreti. Vogliamo sapere quante telecamere presidiano davvero le strade e ne garantiscono la sicurezza.
Sarebbe ora di puntare gli obiettivi delle telecamere verso chi svuota le case, non solo verso chi prova a visitare la nostra Città.








