La recente pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria (BURU) del 17 dicembre 2025 della deliberazione di Giunta Regionale (DGR) n. 1239 del 28 novembre 2025 recante l’approvazione dello schema di “Accordo di Programma tra il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e la Regione Umbria” finalizzato alla programmazione, finanziamento e attuazione degli interventi di tutela e manutenzione dei siti della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi, ci stimola a ricostruire i principali passaggi del grandioso intervento di messa in sicurezza del Colle di Todi negli ultimi 22 anni del secolo scorso.

Gli abitati di Todi e Orvieto, storicamente soggetti a fenomeni di dissesto idrogeologico, erano già stati inseriti tra gli abitati da consolidare a cura e spese dello Stato rispettivamente nel 1916 (Sindaco E. Pica-’14-’18) e nel 1937 con il Podestà di nomina governativa che, nel ventennio fascista a partire dal 1926, sostituiva il precedente sistema elettivo locale del Consiglio comunale il quale poi eleggeva Sindaco e Giunta. La materia del consolidamento degli abitati nella Repubblica italiana fu poi trasferita alla competenza delle Regioni ordinarie attivate, in base all’art. 5 Cost. e con notevole ritardo nonostante la VIII disp. trans. Cost., solo nell’anno 1970 mediante la legge n. 281 del maggio 1970 e con  gli 11 decreti delegati del gennaio 1972 sul passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative e del personale statale. Con la legge di delegazione n. 382 del luglio 1975 sul trasferimento delle funzioni per settori organici e con il DPR n. 616 del luglio 1977 furono ampliati gli ambiti materiali affidati alle Regioni.

Nell’anno 1978 fu avanzata una proposta di legge speciale per la salvaguardia e la protezione della città di Orvieto e del comune di Todi che è stata approvata dal Parlamento come legge n. 230 del maggio 1978 per il consolidamento della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi con un primo finanziamento per il quadriennio 1978-1981 di 8 miliardi di lire di cui  2 mld per il Colle di Todi (Sindaco Budassi I-’75-’80). Alla Regione Umbria (Presidente Marri I- ’76-’80) venne affidato il compito di effettuare uno studio geolitologico per accertare le cause dei movimenti franosi ed individuare gli interventi necessari al consolidamento del masso tufaceo di Orvieto e  del colle di Todi. Alla Regione fu pure assegnato il compito di eseguire, d’intesa con i due Comuni ai quali avrebbe potuto anche delegare attività e con la partecipazione del CNR e di Istituti universitari ed Enti scientifici, i progetti e le opere necessarie per evitare che i movimenti franosi in atto e prevedibili mettessero in pericolo gli abitanti e i monumenti dei due centri storici umbri e anche di realizzare sistemi di costante monitoraggio e vigilanza.

Più precisamente questa prima legge speciale derivava da un disegno di legge dei Senatori Maravalle, Anderlini, Ottaviani, Rossi Raffaele, Carnesella, Valori, De Carolis e da quello d’iniziativa del Consiglio regionale dell’Umbria approvati nell’ottobre 1977 dal Senato della Repubblica in un testo unificato recante però il titolo di “Provvedimenti urgenti per il consolidamento della Rupe di Orvieto a salvaguardia del centro storico”. La deliberazione del Consiglio Regionale conteneva comunque la raccomandazione di esaminare anche la situazione del comune di Todi. A tal fine in Commissione Lavori pubblici della Camera dei Deputati nel gennaio 1978 alcuni Deputati dei gruppi comunista, socialista e democristiano e precisamente gli Onorevoli Ciuffini, De Poi, Bartolini, Manca, Scaramucci, Guaitini Alba e Micheli proposero varie modifiche al d.d.l. tra cui quella che aggiungeva alla Rupe di Orvieto anche il Colle di Todi. Nella seduta dell’aprile 1978 la Commissione, dopo che in Commissione bilancio non era stato possibile aumentare lo stanziamento previsto in lire 8 miliardi per il solo comune di Orvieto, optò per la ripartizione dello stesso in 6 mld di lire per la città di Orvieto e in  2 mld di lire per il comune di Todi.

Quella prima legge speciale fu poi rifinanziata dalla legge n. 227 del giugno 1984 con lo stanziamento di 43 miliardi di lire per il biennio 1984-1985 di cui 15 mld per il Colle di Todi (Sindaco Budassi II-’80-’85) che consentirono il concreto avvio di alcuni interventi essenziali per opere di sistemazione e consolidamento dei pendii dei bacini e degli alvei dei fossi del Crocefisso e del Mattatoio nel versante nord-est del Colle e del fosso di San Raffaele nel versante sud-est. I lavori e gli altri adempimenti furono affidati in appalto, a trattativa privata, dalla Regione Umbria (Presidente Marri II) con contratto del febbraio 1987, a tal fine rappresentata dall’assessore Menichetti, e con il ribasso del 20%, all’impresa Todini Franco con sede in Pantalla di Todi, rappresentata dal procuratore speciale Bico Dino e con direttore tecnico l’ing. Massimo Mariani. L’impresa Todini aveva già in corso di esecuzione gli altri lavori del viale della Consolazione- muro delle Cerquette in forza di un precedente contratto del novembre 1986. Dal marzo ’90 inoltre l’impresa Todini si trasformò in Colle Todi Società consortile a.r.l. con sede viale Montesanto, loc. Porta Orvietana.

La legge speciale venne poi rifinanziata in modo molto più consistente con il varo in Parlamento della legge n. 545 del dicembre 1987 recante disposizioni per il definitivo consolidamento della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi (Presidente della Regione Mandarini I) per l’importo di 180 miliardi di lire per il quadriennio 1987-1990 di cui 65 mld per il Colle di Todi (Sindaco Buconi I e II-’85-’94). L’ultimo rifinanziamento delle legge speciale per le due Città di Todi e Orvieto è stato poi ottenuto su d.d.l. d’iniziativa del sen. Carpinelli con la legge n. 242 del luglio 1997 (Presidente della Regione Bracalente) nella misura richiesta di 90 miliardi di lire  e concessa di 59 mld per il triennio 1997-1999 di cui 21 mld per il Colle di Todi (Sindaci Nulli Pero-’94-’98 e poi Marini I-’98-’02).

Il finanziamento statale complessivo assegnato alla Regione Umbria nell’ultimo quarto del secolo scorso per i lavori di consolidamento e sistemazione idrogeologica della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi, gestiti dalla Regione stessa, d’intesa con i due Comuni, risulta pertanto ammontare a complessivi 290 miliardi di lire di cui 103 mld per il Colle di Todi. Per gli interventi di recupero e restauro sui beni culturali e artistici delle due città, invece gestiti direttamente dal Ministero dei beni culturali e ambientali (MBCA)  e affidati in concessione alla soc. Bonifica S.p.a. di Roma, risultano essere stati stanziati dallo Stato in totale 143 miliardi di lire ripartiti  in analoga proporzione e quindi in  52 mld per la Città di Todi. L’avvenuto ottenimento di fondi statali per complessivi 155 miliardi di lire ha significato per Todi di gran lunga la più importante stagione di grandi opere pubbliche, sia di consolidamento e mitigazione del rischio idrogeologico del Colle che di restauro conservativo dei molti beni culturali dentro le mura di cinta, mai realizzate in precedenza né successivamente. In qualche modo ha anche significato la ripartenza di Todi dopo la terribile tragedia dell’incendio del Palazzo del Vignola avvenuta il 25 aprile 1982 (Sindaco Budassi II-’80-’85) che causò la morte di 35 persone e 60 feriti e portò alla chiusura in via cautelativa anche dello storico Teatro comunale del 1876.

Il Teatro comunale di via Mazzini era stato finito di costruire nel 1872 su progetto dell’Ing. Arch. C. Gatteschi di Arezzo e inaugurato il 16 agosto 1876 con l’opera “Un ballo in maschera” di G. Verdi. In seguito fu restaurato all’interno nell’anno 1947 (Sindaco G. Quadri-’46-’52) dopo le prime nuove elezioni del Consiglio comunale tenutesi il 17 marzo 1946 e la breve (solo 7 mesi) Sindacatura di L. Prosperi. I lavori di adeguamento sono stati invece realizzati con le risorse comunali reperite nell’anno 1990 (Sindaco Buconi II-’90-’94) con la chiusura delle contabilità rimaste in sospeso della parte di lavori già eseguiti. Tali risorse sono state subito utilizzate per il completamento dell’intervento di messa a norma e restauro del teatro rendendone possibile la riapertura  nell’anno 1992, 10 anni esatti dopo la tragedia del Vignola, con la serata inaugurale (25 agosto) della VI edizione del Todi Festival di S. Spada. In particolare i lavori, diretti dall’arch. C. Mammoli allora Responsabile del settore Urbanistica del Comune, interessarono il doppio Atrio, l’Ottagono, il Caffè e il Golfo mistico oltre al salone del Ridotto al piano superiore e la struttura da allora venne destinata esclusivamente a teatro e non più a cinematografo. Non fu invece possibile riportare nelle sua sede naturale il celebre sipario, realizzato dal pittore perugino A. Brugnoli con l’arrivo a Todi nel 1531 del poeta e commediografo L. Ariosto, da tempo rimosso dal teatro e collocato sulla parete di fondo della Sala delle Pietre dei palazzi comunali del XIII secolo.

Tornando ai lavori del Colle, alla Regione Umbria per l’attuazione della legge speciale 545/’87 era stato affidato il compito di realizzare gli interventi, d’intesa con i due comuni (da qui la scarsità di documentazione presso i comuni stessi) e garantendo la continuità delle realizzazioni. I grandi lavori di consolidamento e sistemazione idrogeologica del Colle di Todi furono dalla Regione affidati in concessione, con il ribasso del 10,50%, alla nuova impresa Todini Costruzioni Generali S.p.a di Roma quale mandataria (o impresa capogruppo) del Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) Todini S.p.a., Fioroni S.p.a., S.E.M S.p.a. e C. C. C. Società cooperativa Consorzio Cooperative Costruzioni.

Per Todi abbiamo usato prima il termine di “Comune” e poi quello di “Città” perché nel frattempo il comune di Todi è stato anche insignito del titolo di “Città” con  decreto del Presidente della Repubblica (O.L. Scalfaro) del 19 settembre 1994 (Sindaco Nulli Pero e ottima istruttoria curata dall’allora Responsabile dell’Archivio storico comunale G. Comez avente sede negli antichi spazi del convento di San Fortunato) ottenendo di conseguenza anche l’ambito nuovo stemma con la corona turrita a cinque punte e il tutto d’oro al posto della corona dei comuni che è sormontata da merli a coda di rondine e il tutto d’argento.

Fine parte prima                        

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