Da una decina di giorni è di stanza a Todi la produzione di “People, places & things”, il nuovo spettacolo diretto da Pierfrancesco Favino tratto dall’opera teatrale del drammaturgo britannico Duncan Macmillan che debutterà in anteprima nazionale al Comunale di Todi, nell’ambito del cartellone della stagione di prosa, domenica 8 febbraio alle ore 18:00.
Un evento nell’evento per Todi, dunque, con la presenza del noto attore e ora regista al debutto che non è passata inosservata, data anche la sua disponibilità nei confronti di fans e simpatizzanti, con alcuni dei quali si è concesso all’inevitabile selfie, subito condiviso sui social.
Insieme a lui e alla compagna Anna Ferzetti, protagonista della rappresentazione, ospiti in città anche tutto il cast e lo staff di produzione, essendo appunto Todi stata scelto per il primo allestimento. Sul palco anche Betti Pedrazzi, Thomas Trabacchi, Totò Onnis e Luca Massaro, Maria Giulia Toscano, Giorgio Stefani, Sofia Capo, Gabriele Badaglialacqua, Marta Virginia Morgavi; scena di Luigi Ferrigno; costumi di Roberto Chiocchi; luci Bianca Peruzzi; maestro di voce Susan Main; aiuto regia Luca Bargagna; movimenti scenici Marco Angelilli; regia Pierfrancesco Favino. Il tutto per la produzione de “Gli Ipocriti Melina Balsamo” in cooproduzione con il “Teatro Stabile Catania”.
“Emma è in scena, è Nina nel Gabbiano di Cechov. Kostja le parla, lei risponde, non sa dove mettere le mani, è Nina, non padroneggia più la sua voce, proprio come Nina, non ricorda più dove sia e cosa debba fare, forse non ricorda più le sue battute o forse sono i suoi pensieri. Dove finisce la finzione e dove inizia la realtà? Nina sta per cadere giù dal palco… o forse è Emma che sta scivolando via. Quello che è certo è che chiunque lei sia, questa donna ha bisogno di aiuto“. Così la nota di presentazione dello spettacolo da parte del Teatro Stabile dell’Umbria.
Scrive invece Pierfrancesco Favino. “Le cose, i posti, le persone che fanno parte della nostra vita sono la mappa del nostro viaggio su questa terra. A volte ci torniamo con gioia, in altre facciamo di tutto per dimenticarle perché ci ricordano cose di cui proviamo vergogna, che non vogliamo più vedere, che ci fa tanta paura affrontare. In un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza, a negoziare chi siamo di volta in volta a seconda delle chiacchiere del momento, questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura” .








