L’assoluzione definitiva di Carla, Marina e Luciana non è soltanto una sentenza giudiziaria: è la fine di un incubo durato sei anni che ha scosso le fondamenta della nostra comunità.
Il Partito Democratico di Deruta accoglie questa notizia con un’emozione profonda, consapevoli che oggi non vince solo la legge, ma la verità. Questa vicenda lascia ferite che vanno oltre l’aula di tribunale. È necessario guardarsi indietro con onestà intellettuale e analizzare ciò che è accaduto.
Il prezzo del pregiudizio: per troppo tempo, il clamore mediatico e i giudizi sommari sui social hanno ignorato la presunzione di innocenza, calpestando la dignità di tre professioniste esemplari.
Un’attesa inaccettabile: sei anni per dimostrare l’estraneità ai fatti sono un’eternità. Questo “tempo sospeso” è una ferita inferta alla vita privata e professionale di chi ha dedicato la propria esistenza alla crescita dei nostri bambini.
Le responsabilità collettive: restano aperti interrogativi critici sulla gestione umana e istituzionale di questa crisi. Una città sana dovrebbe proteggere i propri membri, non lasciarli soli nel mezzo di zone d’ombra che meritano ancora piena chiarezza.
A Carla, Marina e Luciana va la nostra più totale solidarietà. Sappiamo che nulla potrà cancellare l’amarezza di questi anni, ma la loro integrità, mai venuta meno, oggi brilla di una luce nuova e definitiva. Come forza politica, ci impegniamo a non abbassare la guardia: lavoreremo affinché Deruta diventi un luogo capace di attendere la verità senza cedere a derive mediatiche o persecuzioni ingiuste.
Oggi Deruta si riappropria di un pezzo della sua storia educativa. Bentornate!

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