L’amministrazione marscianese ha ancora una volta scelto di voltarsi dall’altra parte, bocciando una mozione che chiedeva tutela reale per i cittadini più fragili. Invece di sollecitare la Regione Umbria ad anticipare i fondi PRINA spettanti alla Zona Sociale 4, come avvenuto negli scorsi anni, si preferisce scaricare ogni responsabilità sul governo nazionale e trasformare un problema concreto in uno spettacolo di propaganda politica.
Marsciano, come capofila della Zona Sociale 4, ha l’obbligo di garantire servizi essenziali anche per i Comuni più piccoli, che possono avere difficoltà maggiori a farvi fronte con fondi propri di bilancio. La mozione chiedeva trasparenza sui fondi, continuità del trasporto sociale e avvio concreto dei ‘Progetti di Vita’ previsti dal D.Lgs. 62/2024: punti che, ad oggi, restano lettera morta. Bocciare l’atto significa scegliere formalità e tecnicismi burocratici al posto della tutela concreta delle persone con disabilità.
E mentre a Perugia la stessa giunta regionale di centrosinistra alza le tasse per i prossimi tre anni, nel silenzio dei sindaci dello stesso orientamento politico, qui a Marsciano si continuano a dare lezioni di responsabilità agli altri. È evidente la contraddizione: propaganda locale, accuse a Roma e risposte vaghe per chi vive ogni giorno condizioni di fragilità.
Non si tratta di polemica sterile. Si tratta dei diritti dei cittadini, dei progetti di vita delle persone con disabilità e della serietà che dovrebbe guidare chi governa. Le famiglie meritano trasparenza, continuità e dialogo, non sofismi, scaricabarili o teatrini politici.
Chiediamo quindi alla giunta di passare dalle parole ai fatti: servono risposte concrete, tavoli di confronto con le associazioni, e un impegno reale per far partire i Progetti di Vita. Marsciano non può più permettersi di sprecare un’occasione di leadership e responsabilità su un tema centrale per la comunità.












