Nel contesto delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico del Colle di Todi durante i lavori (II Stralcio) di completamento dei parcheggi di Porta Orvietana (Sindaci Nulli Pero e poi Marini I da fine maggio ’98, già Vicesindaco dal 29 novembre ’96) si é riusciti anche a realizzare sempre con i fondi della legge speciale un innovativo accesso al centro storico della città mediante l’impianto di risalita meccanizzata con una cabina di 30 posti che parte dal grande parcheggio di Porta Orvietana di 240 posti auto, 15 posti pullman e 20 stalli per camper già realizzato nel I stralcio. L’ascensore inclinato ha una portata nominale di 500 passeggeri/ora e arriva ai Giardini Oberdan (c.d. Giardinetti) a pochi passi da via Ciuffelli nel centro storico della città. Ancora in funzione da oltre 25 anni (inaugurato nell’aprile 2000), ha un percorso di 122 m e supera un dislivello di 53 m abbattendo perfettamente e secondo legge le barriere architettoniche. L’ascensore è stato anche affiancato da una scala fondata su plinti retti da micropali che consente il collegamento pedonale alternativo tra la stazione di monte e quella di valle.
Il novembre ’96 ci porta a ricordare anche la storica visita alla città di Todi il 17 novembre (Sindaco Nulli Pero, pochi giorni prima del cambio di Giunta) del già Segretario del PCUS e ultimo Presidente dell’Unione Sovietica, sciolta nel dicembre ’91, Michail Gorbaciov della “perestroika” e della “glasnost” e anche premio Nobel per la pace nel ’90. La visita era stata promossa e realizzata proprio dal cav. F. Todini nominato Cavaliere del Lavoro nel 1984 e con laurea honoris causa in ingegneria civile ricevuta dall’Università di Perugia nel 1992. La sua azienda a partire dai primi anni ’90 infatti aveva esteso la presenza anche in Russia e in molti altri Stati dell’est ivi compresa l’Ucraina. Dopo la morte nell’aprile 2001 del cav. Todini la presidenza dellaS.p.a. è s tata assunta dalla figlia dott.ssa Luisa Todini ma nel 2009 la società è stata acquisita per il 60% del capitale dal gruppo Salini costruttori S.p.a. .
Nel 1999 è stata anche istituita dalla Regione Umbria (Presidente Bracalente) e dai due comuni di Orvieto e Todi (Sindaci Cimicchi III e Marini I) la Scuola di Alta Specializzazione e Centro Studi per la Manutenzione e Conservazione dei Centri Storici in territori Instabili con sede legale a Perugia nel Palazzo Donini, sede operativa nella città di Orvieto presso l’ex chiesa Madonna del Velo e sede didattica nella città di Todi presso il Palazzo comunale. La città di Todi detiene nell’Alta Scuola una quota di partecipazione del 25% pari a quella della città di Orvieto, con la restante quota del 50% detenuta dalla Regione, come da statuto approvato con delibera consiliare n. 150 del settembre 1999 e successivamente si é associata ad essa anche la città di Spoleto.
Le finalità statutarie dell’Associazione scientifica e culturale senza scopo di lucro hanno previsto di svolgere studi superiori a carattere internazionale e di elevato profilo scientifico, destinati ai ricercatori e agli studiosi delle discipline geologiche, geotecniche, idrologiche ed idrauliche, agrarie e forestali, architettoniche, urbanistiche, paesaggistiche e sismiche, anche mediante cicli di Conferenze, nonché delle discipline connesse con la conservazione del patrimonio artistico e monumentale consolidando così un sistema di protezione preventiva.
Del resto la Regione Umbria sin dal 1978 si era dotata di un proprio strumento legislativo come la L.R. n. 65 del dicembre 1978 (Presidente Marri I) con cui finanziare anche in proprio opere di consolidamento in difesa dei centri abitati colpiti o minacciati da fenomeni franosi e calamità pubbliche e in Umbria erano presenti ben 42 centri abitati da consolidare o trasferire. Oltre dieci anni dopo arrivò la legge statale n. 183 del maggio 1989 (Governo De Mita di pentapartito) recante norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo, la quale in particolare ha
previsto che la pianificazione per la difesa e il consolidamento dei versanti e delle aree instabili, relativi alla difesa dal rischio idraulico, dovesse avvenire a scala di bacino. Tale legge prevedeva tra i bacini idrografici di rilievo nazionale per il versante tirrenico anche il bacino del Tevere che ricomprendeva sei Regioni tra cui l’Umbria e istituiva l’Autorità di bacino. Dopo l’anno 2000 (in cui ho lasciato la Segreteria comunale di Todi- Sindaco Marini I) mi risultano comunque varie iniziative volte a rifinanziare la legge speciale come la giornata di studi a Todi all’inizio di ottobre 2005 (Sindaco Marini II) per fare il bilancio degli imponenti interventi realizzati negli ultimi 30 anni con le quattro leggi speciali per il consolidamento della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi, per garantire le attività di monitoraggio quale strumento di studio dei fenomeni di dissesto e specialmente quelle di manutenzione continua.
Nello stesso tempo la materia veniva anche ridisciplinata dal D.Lgs. n. 152 dell’aprile 2006 (Governo Berlusconi II- Casa delle Libertà)- parte terza, recante nuove norme in materia di difesa del suolo volte ad assicurare la tutela e il risanamento del suolo e del sottosuolo e il risanamento idrogeologico del territorio tramite la prevenzione dei fenomeni di dissesto e la messa in sicurezza delle situazioni di rischio.
La legge statale di bilancio 2010 n. 191 del dicembre 2009 (Governo Berlusconi IV- di centro-destra con PdL,LN e altri) all’art. 2, comma 240, ha quindi stanziato risorse pari a 1.000 milioni di euro per assegnarle a piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a più alto rischio idrogeologico. Un Accordo di Programma (AdP) finalizzato al finanziamento di interventi prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio della Regione Umbria è stato poi sottoscritto nel novembre 2010 tra il Ministero dell’ambiente e tutela del territorio e del mare (MATTM) e la Regione Umbria (Presidente Marini I dall’aprile 2010).
Nell’accordo era ricompreso anche l’intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico eseguite negli anni precedenti e da realizzare appunto nei comuni di Todi (Sindaco Ruggiano I dal giugno 2007) e di Orvieto (Sindaco Concina dal giugno 2009) per l’importo complessivo di 1.000.000 (1 milione) di euro con risorse a carico del Ministero. Tali risorse statali sono state destinate ed utilizzate dalla città di Todi per la mitigazione del rischio idrogeologico in loc. Cerquette nell’importo di 495 mila euro detratta la quota dell’1% per il compenso al Commissario straordinario delegato dal Governo. Il tutto come da ordinanza a firma del Commissario Prof. V. Santoro n. 4 del marzo 2013. Nell’anno 2011 c’è stata inoltre l’approvazione di un piano di utilizzo dei fondi residui della legge speciale da parte della Giunta regionale (Presidente Marini I) con DGR n. 1340 del mese di novembre su richiesta delle due città, per l’attuazione delle attività di manutenzione delle opere e delle aree consolidate e della rete di monitoraggio del Colle di Todi e della Rupe di Orvieto. Il finanziamento ammontava all’importo di 1.130 mila euro di cui 530 mila euro per il Colle di Todi e prevedeva di effettuare gli interventi di manutenzione mediante convenzione con la Comunità Montana Orvietano-Narnese-Amerino-Tuderte.
Negli stessi anni c’e stata anche la mozione dei Consiglieri regionali M. Buconi di Todi e F. Galanello di Orvieto n. 416 dell’aprile 2011 approvata con deliberazione n. 141 del marzo 2012 del Consiglio Regionale (Presidente E. Brega) che impegnava la Giunta regionale (Presidente Marini I) a rappresentare al Governo e al Parlamento l’urgenza di rifinanziare le leggi 545/’87 e 242/’97 per il completamento degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico per la rupe di Orvieto e il colle di Todi e per garantire le attività di monitoraggio e di manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere realizzate senza però riuscire a raggiungere l’obiettivo (Governo tecnico di Monti).
Anche una proposta di rifinanziamento della legge speciale 545/’87 presentata in conferenza stampa nel dicembre 2014 da parte dei nuovi Sindaci di Todi e di Orvieto per il completamento delle opere di consolidamento e manutenzione di Orvieto e Todi per l’importo di 30 milioni di euro, sostenuta e rappresentata dalla Regione (Presidente Marini I) al Governo nazionale (Governo Renzi- PD, NCD, UDC, PSI e altri) e ai parlamentari umbri, non risulta aver avuto accoglimento.
La Regione Umbria ha poi ulteriormente disciplinato la materia del rischio territoriale e ambientale con la L. R. n. 1 del gennaio 2015 (Presidente Marini I) recante il “Testo unico Governo del territorio e materie correlate” inserendo nel titolo IV la sezione VI relativa al “Rischio territoriale e ambientale” e in particolare l’art. 106 relativo alla individuazione delle parti di territorio esposte al pericolo geologico ed idrogeologico e alle finalità degli interventi nelle zone colpite da dissesto.
In seguito fu la legge statale di bilancio 2020 n. 160 del dicembre 2019 (Governo Conte II-M5S,PD,LeU,IV, MAIE) ad aver disposto all’art. 1, comma 306, un contributo di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 destinato alle aree della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi da ripartire annualmente entro il 30 giugno. Tali risorse statali programmate in un piano di medio periodo sono state assegnate alla Regione Umbria (Presidente Tesei dall’11 novembre ’19 dopo l’elezioni regionali anticipate dì fine ottobre ’19) per la messa in sicurezza, tutela e manutenzione dei due siti umbri demandando alla Regione il riparto delle stesse tra le due città.
Con la DGR n. 447 del 4 giugno ’20 fu approvato solo uno schema di accordo di programma di durata triennale tra la Regione Umbria e i due Comuni (diversamente dal sopra citato AdP del novembre 2010 stipulato tra il Ministero e la Regione) che ha previsto le percentuali di riparto delle risorse statali nelle misure del 55% per Orvieto e del 45% per Todi ed è stato sottoscritto il 23 giugno 2020. Con la DGR n. 517 del 24 giugno ’20 sono stati anche approvati i due piani di intervento annuale, la ripartizione e trasferimento dei fondi nonché l’istituzione di un Collegio di vigilanza
sull’esecuzione dell’AdP, composto dall’Assessore regionale E. Melasecche (Presidente appositamente delegato) e dai due Sindaci Tardani I e Ruggiano II che dovevano individuare i rispettivi referenti tecnici di supporto.
A distanza di ormai 6 anni dalla legge statale di bilancio 2020 é stata pubblicata nel BUR n. 61 del 17 dicembre scorso la DGR n. 1239 del 28 novembre ’25 (Presidente Proietti dal dicembre ’24) che correttamente approva lo schema di Accordo di Programma (AdP) tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE, cosi ridenominato nel Governo Meloni) e la Regione Umbria e nel quale viene dato atto che le risorse statali sono riservate alla Regione che provvede al riparto delle stesse ai due comuni interessati dopo aver generato una proposta di interventi per il triennio ’20-’22.
Il documento istruttorio allegato a tale deliberazione ricostruisce la storia degli atti adottati dalla precedente Giunta
regionale negli anni ’20 e ’21 e cioè, oltre i due già citati, anche le DGR nn. 1144 e 1219 del novembre e dicembre ’21. L’allora MATTM con nota del gennaio ’21 aveva comunicato alla stessa Regione le osservazioni della Corte dei Conti, in sede di registrazione del decreto direttoriale ministeriale n. 141 del novembre ’20 di impegno di spesa a favore della Regione. La Corte richiedeva l’adozione di un apposito Accordo di Programma per disciplinare le modalità di erogazione del contributo, da stipularsi tra il MATTM e la Regione Umbria. Con la stessa nota il Ministero aveva comunicato alla Regione l’opportunità di procedere alla stipula di tale AdP ma di fatto la richiesta è rimasta per anni
senza esito. Solo con la determinazione dirigenziale regionale n. 3074 del 25 marzo ’25 è stato riepilogato il quadro degli interventi finanziabili già approvati dalla Giunta regionale dandone comunicazione immediata al Ministero con richiesta di trasmissione di una proposta di AdP poi pervenuta alla Regione nel novembre ’25. Dal documento istruttorio della DGR n. 1239/’25 risulta anche che, per consentire ai due Comuni l’avvio degli interventi, la Regione aveva emanato gli atti amministrativi a contenuto finanziario negli anni ’20, ’21 e ’25 impegnando l’importo complessivo di 3.000.000 di euro a favore dei Comuni stessi di cui 1.650 mila euro per Orvieto e 1.350 mila euro
per Todi.
Dallo stesso documento istruttorio risulta inoltre che a fronte di spese maturate ed effettivamente rendicontate dai due Comuni dell’importo complessivo di 1.673.431 euro la Regione aveva liquidato agli stessi Comuni, a ristoro delle somme spese, l’importo complessivo di 1.317.965 euro anticipandolo però sulle risorse del bilancio regionale negli anni ’20, ’22 e ’25 con gli interventi in avanzata fase di attuazione e con 2 interventi completati. Pertanto resta ancora da erogare ai due comuni la somma di 1.682.035 euro come pure rimane da realizzare o ultimare parte dei lavori previsti. Il MASE nel novembre ’25 ha infatti trasmesso alla Regione la proposta di Accordo di Programma come richiesta e poi approvata dalla Regione con la citata DGR n. 1239/’25 e che ora risulta anche firmata da entrambe le parti per cui l’erogazione dei fondi dallo Stato alla Regione può finalmente avere corso. Gli interventi dei due Comuni sono riportati nell’allegato I dell’Accordo e in particolare per la città di Todi sono previsti i seguenti interventi e importi: 1-monitoraggio e manutenzione delle opere di consolidamento del Colle di Todi: 230 mila euro; 2-opere di impermeabilizzazione e regimazione idraulica: 250 mila euro di cui 30 mila euro di cofinanziamento con risorse regionali; 3-monitoraggio e manutenzione straordinaria delle opere di consolidamento del Colle: 550 mila euro; 4-Interventi straordinari per il ripristino dell’impermeabilizzazione del colle di Todi con particolare riferimento a strade e piazze e specificamente via Ciuffelli, via Mazzini, piazza Jacopone, piazza del Popolo, piazza Garibaldi, corso Cavour, via S.M. in Cammuccia, via Matteotti e tratti di vie minori come da determinazione n. 282/’23 del responsabile comunale di settore arch. S. Minciaroni: 350 mila euro. Il tutto per un importo complessivo per gli interventi del
Colle di Todi di 1.350 mila euro finanziato dal MASE e 30 mila euro di cofinanziamento regionale.
Il bisogno quanto meno di manutenzione e monitoraggio delle imponenti opere di consolidamento del Colle di Todi e della Rupe di Orvieto restano peraltro assolutamente indispensabili anche in futuro. Intanto però la legge di bilancio 2026 n. 199 del 30 dicembre ’25 (Governo Meloni dall’ottobre ’22) non vi ha provveduto nonostante l’apposito emendamento per il rifinanziamento della legge speciale con uno stanziamento triennale (’26-’28) di altri 3 milioni di euro presentato dal Sen. W. Verini (Atto Senato n. 1689 emendamento n. 112.38) e sostenuto anche dall’On. A. Ascani
alla Camera, entrambi del PD, ma purtroppo bocciato dal Governo Meloni e dalla maggioranza parlamentare. Peraltro è anche vero che se nell’arco di ben 6 anni (’20 -’25) la Regione Umbria (Presidente Tesei fino al 2 dicembre ’24) e i Comuni di Orvieto e Todi non fossero riusciti per qualsiasi motivo a completare tutti i lavori finanziati dallo Stato centrale con la legge di bilancio 2020 (Governo Conte II) e a rendicontare tutte le spese sostenute, sarebbe sicuramente più difficile ottenere nuovi contributi statali a fondo perduto. I lavori pertanto devono essere ultimati e
rendicontati quanto prima e al massimo entro il mese di novembre ’26 anche per evitare ogni possibile rischio di perenzione amministrativa-contabile (cioè eliminazione dal bilancio statale) dei residui passivi non pagati entro 7 anni per gli investimenti.
Il tutto inoltre al fine di potersi presentare al Governo statale e al Parlamento in piena regola per una nuova richiesta di fondi nella legge di bilancio 2027 per il triennio ’27-’29 che sarà approvata entro il 31 dicembre ’26. Da ultimo nel
febbraio ’26 è stata anche presentata al Consiglio regionale dell’Umbria, a firma dei consiglieri L. Michelini, M.G. Proietti, F. Filipponi (PD) e L. Simonetti (M5S), una mozione che chiedeva alla Regione di sollecitare il Governo statale per ottenere un finanziamento pluriennale da utilizzare per la necessaria manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere e per il funzionamento effi iente del sistema di monitoraggio sia della Rupe di Orvieto che del Colle di Todi.
Tale mozione è stata però approvata solo a maggioranza dall’Assemblea legislativa umbra nella seduta del 19 febbraio e quindi appare poco probabile l’accoglimento della stessa a livello nazionale. Comunque, in caso di mancato ottenimento del finanziamento anche nella legge di bilancio 2027 per il triennio ’27-’29, la richiesta dei fondi statali slitterebbe alla legge di bilancio 2028 per il triennio ’28-’30 da approvarsi nel dicembre ’27, ad avvenute elezioni comunali della città di Todi nella primavera’ 27 ed anche elezioni politiche in autunno ’27.








