L’azienda di laterizi T2D, con sede principale a Pontenaia di Todi, organizza ogni anno oltre venti appuntamenti, per incentivare il recupero edilizio
Alberto Colleoni, AD di T2D, ritira il premio Poroton

I materiali della tradizione per nuove città sostenibili. In Italia le aree industriali dismesse coprono il 3% della superficie nazionale e la loro rigenerazione potrebbe liberare oltre 320 milioni di metri quadrati di tessuto urbano, senza consumare nuovo suolo. Ma a fare la differenza saranno le competenze progettuali: è partita la quinta stagione di formazione voluta da T2D per preparare architetti, ingegneri e geometri alle sfide della nuova edilizia urbana. Oltre venti appuntamenti che ogni anno coinvolgono circa 14 mila progettisti. E a tagliare il nastro, il caso studio premiato con il riconoscimento nazionale per l’architettura in laterizio: la demolizione di un supermercato in degrado e la nascita di un nuovo edificio residenziale, che ha restituito qualità urbana e nuova socialità al quartiere.

«La vera sfida della rigenerazione urbana – spiega Andrea Foschini, ingegnere e responsabile tecnico di T2D – è il ciclo di vita dell’edificio: quanto dura e come mantiene nel tempo le proprie prestazioni. Ma è anche la forma più efficace di sostenibilità: un edificio che dura a lungo evita il degrado, le demolizioni e le ricostruzioni con un nuovo consumo di risorse. E come spesso accade, la soluzione sta nei materiali della tradizione. Argilla e acqua, gli ingredienti del laterizio. Cioè il materiale con cui da secoli si costruiscono città intere, scelto per la sua resistenza, la stabilità e la capacità di mantenere nel tempo comfort e ottime prestazioni. Oggi la ricerca permette di portare queste stesse qualità dentro l’architettura contemporanea».

A testimoniarlo, l’ultimo Premio Poroton (nella foto, l’AD Alberto Colleoni che ritira il premio), che – per la terza volta consecutiva – ha posto T2D sul gradino più alto del podio, grazie al progetto di riqualificazione a Settimo Torinese (TO). Dove il laterizio è diventato architettura contemporanea, riattivando la vita urbana e trasformando un’area commerciale abbandonata in un nuovo luogo abitato e vissuto. “Un tema – prosegue Foschini – che non riguarda solo il riscaldamento, ma soprattutto il raffrescamento. L’Italia è un Paese mediterraneo e oggi consumiamo più energia per raffrescare le nostre case che per scaldarle. È per questo che l’involucro edilizio diventa decisivo anche per giocare la partita dell’efficienza energetica”.

È proprio su questi temi che si articola la nuova stagione di formazione T2D, il riferimento in Italia nel settore dei laterizi, che ha il suo quartier generale a Todi ed è presente con altri tre stabilimenti produttivi, uno a Gabbro (LI) e due in Piemonte, Cambiano (TO) e Masserano (BI).

Con un palinsesto di appuntamenti annuali gratuiti avviato il 10 marzo e che affronta, online e in presenza, i nodi progettuali dell’edilizia contemporanea: dalla rigenerazione urbana sostenibile al comfort abitativo di edifici in laterizio, fino alle tecniche costruttive più avanzate.

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