Seppur consapevoli dell’esito nazionale, guardiamo con positività al risultato referendario ottenuto nel territorio della sezione Lega Todi–Massa Martana, dove il Sì ha prevalso con un vantaggio di oltre 13-15 punti sul No.
A Todi il Sì ha ottenuto il 57,59% contro il 42,41% del No, dato simile a quello di Massa Martana, dove si registra il 56,51% contro il 43,49%. Un esito che premia l’impegno sul territorio e il confronto serio sui contenuti, evitando che prevalessero posizioni ideologiche fondate su una rappresentazione distorta della realtà.
A livello nazionale la vittoria del No evidenzia come questo fronte sia riuscito a spostare il dibattito dal merito di una riforma importante a una contrapposizione ideologica tra schieramenti politici, che con i contenuti ha ben poco a che fare. Come sempre in democrazia, si rispettano gli esiti, anche quando sono lontani dalle proprie posizioni. Resta comunque un segnale estremamente positivo la partecipazione di una quota significativa di cittadini al voto referendario.
Le idee rimangono, così come resta ferma la convinzione che la riforma della giustizia sia un’urgenza assoluta. Già con l’introduzione del processo penale di tipo accusatorio si imponeva, e si impone tuttora, la separazione delle carriere: un passaggio atteso da decenni che, si auspica, possa finalmente trovare in Parlamento una soluzione condivisa. È sufficiente, infatti, leggere il testo della riforma per avere la certezza che l’indipendenza della magistratura non fosse tra le materie oggetto di revisione, né lo sia mai stata la sua autonomia. Nel nostro territorio, i cittadini hanno dimostrato consapevolezza e capacità di comprendere questi aspetti.









