Apprendiamo dal profilo Facebook del Comune di Todi che – da oggi – è in funzione un nuovo varco elettronico in Via San Carlo, a tutela – si legge – dei residenti del Centro Storico e di una più corretta fruibilità dei parcheggi a loro riservati”. Da quel che leggiamo, sembrerebbe che questa misura sia stata introdotta a seguito del potenziamento delle aree di sosta intorno alle mura, dei nuovi sistemi di risalita meccanizzata all’introduzione del servizio di bus gratuiti.
I tuderti hanno accolto con stupore tale notizia, che giunge (guarda caso, sic!) l’indomani del voto sul Referendum Costituzionale. In realtà, non possiamo dirci sorpresi. È noto che l’Amministrazione Ruggiano prevede di incassare circa due milioni di euro dalle sanzioni stradali, cifra già inserita a bilancio per sostenere la spesa corrente. Risorse che, di fatto, gravano sui cittadini, già messi a dura prova dal caro vita e dall’aumento dei costi energetici, che stanno colpendo tutte le famiglie tuderti e non solo.
Ciò che appare ancora più grave è che questa misura venga introdotta senza alcun reale confronto con la cittadinanza e, soprattutto, senza che le infrastrutture alternative siano state completate. Non è ancora pronto il parcheggio di Porta Orvietana, né è attivo l’impianto di risalita meccanizzata previsto da via Termoli fino ai giardini Oberdan.
E – quindi – eccolo l’ennesimo regalo alla Città. Il risultato sarà evidente: si rischia di “chiudere” i residenti all’interno del centro Storico e di penalizzare le poche attività commerciali che resistono con coraggio. Senza pensare a chi deve usufruire dei servizi che nel Centro Storico operano, come gli uffici Comunali, Inps e chi più ne ha più ne metta.
Il Partito Democratico ritiene che la gestione della città di Todi, e in particolare del suo Centro Storico, debba seguire un approccio diverso, più condiviso, equilibrato e attento alle esigenze di cittadini e operatori economici. I cittadini tuderti – a giudicare dalle reazioni social- sembrano pensarla allo stesso modo. Tuttavia, temiamo che nulla cambierà, perché per questa Amministrazione i cittadini rischiano di essere considerati più sudditi che interlocutori.









