Secondo Fratelli d'Italia, se la proposta di legge dovesse andare avanti così com’è, si compromette una leva fondamentale per lo sviluppo turistico ed economico
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Il Dipartimento regionale Cultura di Fratelli d’Italia Umbria interviene sulla gestione delle politiche culturali da parte della Regione, raccogliendo e rilanciando le preoccupazioni espresse da alcune associazioni di rievocazioni storiche umbre.

La cancellazione della Legge Regionale 11 del 2024, sostituita da poche righe all’interno di un generico testo unico della cultura – secondo Fratelli d’Italia – rischia di smantellare un impianto normativo che funzionava ed era stato condiviso con tutte le principali realtà del settore.

“Ci facciamo portavoce di un disagio reale che arriva dal mondo delle rievocazioni storiche – dichiara Claudio Ranchicchio, responsabile regionale del Dipartimento Cultura di Fratelli d’Italia Umbria – realtà diffuse e radicate che rappresentano un patrimonio culturale, identitario e turistico di straordinaria importanza per i nostri territori e per l’intera regione.”

“Le associazioni sono in allarme per la scarsa attenzione ricevuta da parte della Regione – prosegue Ranchicchio – con il rischio concreto di penalizzare manifestazioni che da anni valorizzano la nostra storia, attirano visitatori e generano significative ricadute sull’economia locale. Non si tratta di eventi marginali, ma di un sistema culturale vivo che merita rispetto e una programmazione seria.”

Secondo Fratelli d’Italia, le rievocazioni storiche costituiscono un asset strategico per l’Umbria e devono essere sostenute con strumenti adeguati, all’interno di politiche culturali chiare e condivise.

“Se questa proposta di legge dovesse andare avanti così com’è – conclude Ranchicchio – ci troveremmo di fronte a una grave disconnessione con la realtà da parte di chi governa la Regione, compromettendo il valore di eventi consolidati che rappresentano non solo la memoria e l’identità dei nostri territori, ma anche una leva fondamentale per lo sviluppo turistico ed economico. Questo patrimonio va tutelato e valorizzato attraverso scelte condivise, e non messo a repentaglio da soluzioni poco meditate che mostrano scarsa attenzione al presente e al futuro di questo settore.”

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