È stato inaugurato ieri mattina il Palazzo comunale di Norcia, restituito alla comunità al termine di un complesso intervento di restauro e adeguamento sismico che segna una tappa di rilievo nel percorso di ricostruzione post sisma. L’intervento, dal valore complessivo di oltre 7,3 milioni di euro, ha consentito di recuperare un edificio di origine medievale gravemente danneggiato dal terremoto del 30 ottobre 2016, coniugando tutela storico-artistica e innovazione tecnologica.
Il progetto ha affrontato le criticità strutturali emerse dopo il sisma, in particolare nelle connessioni tra le diverse parti del complesso, attraverso una soluzione tecnologicamente avanzata: l’isolamento sismico alla base. L’intervento ha previsto il taglio delle fondazioni esistenti, la realizzazione di un nuovo sistema fondale e l’inserimento di 67 isolatori sismici, in grado di ridurre fino a otto-dieci volte le accelerazioni trasmesse all’edificio durante un terremoto e di assorbire spostamenti fino a 41 centimetri, salvaguardando al tempo stesso il valore architettonico e decorativo del palazzo.
“Con la riapertura del Palazzo Comunale restituiamo a Norcia non solo un edificio, ma un simbolo identitario e istituzionale che torna a vivere nel cuore della città”, ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. “Dopo l’inaugurazione della Basilica, avvenuta pochi mesi fa, la magnifica Piazza di San Benedetto torna ancor di più a nuova vita per essere fruita da abitanti e visitatori. Questo intervento dimostra concretamente come sia possibile coniugare la tutela del patrimonio storico con le tecnologie più avanzate in materia di sicurezza sismica: non più solo rafforzare, ma ridurre la vulnerabilità alla fonte. Norcia diventa così un modello di riferimento dove innovazione, sostenibilità e sicurezza costruiscono le basi per il futuro delle comunità colpite dal sisma”.
Prima del commissario Castelli è intervenuta la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti: “La restituzione del Palazzo comunale alla città di Norcia è un fatto di grande valore istituzionale e civile. Torna a vivere un luogo che rappresenta identità, memoria e appartenenza, nel cuore di una comunità che in questi anni ha saputo affrontare la prova del sisma con forza, dignità e visione. Questo risultato conferma che la ricostruzione è efficace quando unisce competenza, responsabilità e capacità di innovare”.
“La scelta di adottare soluzioni tecnologiche così avanzate su un edificio storico indica con chiarezza la direzione da seguire: proteggere il nostro patrimonio, renderlo più sicuro e consegnarlo alle future generazioni in condizioni migliori. Norcia continua a essere un simbolo potente della rinascita dell’Umbria e dell’Appennino centrale. Ogni opera che si compie in questi territori restituisce servizi, fiducia e prospettiva. Continuiamo a lavorare perché la ricostruzione proceda con concretezza e qualità, restituendo piena vitalità ai luoghi simbolo delle nostre comunità”.
Ad aprire gli interventi è stato il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera: “Oggi è una giornata di grande emozione per Norcia. L’inaugurazione del Palazzo Comunale rappresenta molto più della riapertura di un edificio: è il recupero della casa dei nostri cittadini, di un luogo simbolo della nostra identità e della nostra storia. Grazie a un intervento di straordinaria complessità e all’operato del Commissario Castelli, della Presidente Proietti e dell’Usr, oggi abbiamo una struttura più sicura e moderna, capace di guardare al futuro senza perdere il legame con il passato. Questo risultato è frutto di un grande lavoro di squadra che riporta Piazza San Benedetto sempre più vicina alla piena fruibilità”.
L’intervento sul Palazzo comunale si colloca tra i casi più avanzati a livello nazionale ed europeo nell’applicazione dell’isolamento sismico su edifici storici ed è stato recentemente premiato ai Global Design and Innovation Awards 2025. Un riconoscimento che rafforza il profilo di Norcia come laboratorio di eccellenza nella ricostruzione e nella tutela del patrimonio in aree ad alta sismicità.










