Il centro storico della nostra città, soprattutto in estate, è una delle migliori vetrine del buon vivere. Turisti provenienti da ogni parte del mondo arrivano a Todi per ammirarne il patrimonio storico e culturale, gustarne le eccellenze enogastronomiche e godere del paesaggio unico delle colline umbre.

Ma la bellezza dei palazzi e la magnificenza del passato, da sole, non bastano. Serve cura.
Cura degli spazi pubblici, per mostrare al meglio la nostra città ai visitatori, ma soprattutto per renderla più vivibile per chi la abita ogni giorno. È più facile imbarcarsi in progetti faraonici finanziati con fondi pubblici, realizzando opere spesso non comprese – e talvolta nemmeno utilizzate – dai cittadini, che prendersi cura di ciò che già esiste.

Per capire cosa intendiamo, non serve scomodare l’ ormai celebre “rifacimento” di via Ciuffelli. Basta spostarsi in uno dei luoghi più amati della città: Piazza del Popolo, considerata tra le piazze più belle d’Italia e motivo di orgoglio per tutti i tuderti.

È sufficiente compiere cinque passi, attraversando i Voltoni Comunali, per rendersi conto di quanto la cura venga meno.
La prima cosa che si incontra è la porta sbarrata di quello che era il bagno pubblico, inutilizzabile da mesi. Così, quando anche i bar sono chiusi, chi ne ha necessità è costretto a urinare lungo le mura retrostanti i palazzi comunali, proprio di fronte alla Chiesa della Madonna del Campione.

Quelle mura, oggi incrostate, maleodoranti e tappezzate di cavi, tralicci e altri elementi frutto di interventi tecnici poco attenti al contesto storico, meriterebbero un vero progetto di recupero. Non chiediamo di replicare le eleganti trifore che caratterizzano l’altro lato dei palazzi comunali, ma almeno un intervento di pulizia, imbiancatura e riorganizzazione dei cavi e delle strutture ancorate alle pareti, restituendo dignità anche al retro di uno dei luoghi simbolo della città.

Nella stessa via si trova inoltre il punto di raccolta dei cassonetti di gran parte delle attività affacciate su Piazza del Popolo. Ogni giorno, già dal primo pomeriggio e fino alla raccolta del mattino successivo, i rifiuti rimangono accumulati sulla pubblica via, tra topi, cattivi odori e cataste che raggiungono anche diversi metri di altezza. A tutto questo si aggiunge il guano dei piccioni che trovano rifugio proprio nei palazzi comunali.

E così non è raro vedere turisti che, dopo aver attraversato i Voltoni e imboccato via San Bonaventura – una strada dove si trovano chiese, ristoranti, abitazioni, un asilo nido e una scuola dell’infanzia e che conduce al parcheggio del Mercato Vecchio – decidono di tornare indietro, ritrovando, nel giro di pochi passi, la bellezza storica da cui erano partiti e lasciandosi alle spalle un’immagine di degrado che Todi non merita.

La cura di una città non si misura solo dalle grandi opere, ma anche dall’attenzione che dedica ai suoi spazi quotidiani. È da questi dettagli che nasce il decoro, ed è da qui che passa il rispetto per i cittadini, per chi lavora e vive nel centro storico e per tutti coloro che scelgono di visitare Todi.

 

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