“Le prospettive per la campagna olivicola 2026 in Umbria sono incoraggianti. Dopo una primavera favorevole, con un’abbondante fioritura e una buona allegagione, gli oliveti mostrano un carico produttivo buono”. Il commento è dei tecnici che seguono l’azienda “Terre di Todi” del Gruppo Spazzoni, realtà emergente nel settore oleario che, dallo scorso anno, ha acquisito anche un frantoio oleario in località Morre a chiudere la filiera.
“Le condizioni vegeto-produttive degli oliveti – spiegano dalla tenuta di Izzalini – sono state favorite dalle regolari piogge primaverili, che hanno garantito una adeguata disponibilità idrica nella fase decisiva della fioritura e dell’allegagione, sostenendo lo sviluppo equilibrato della vegetazione e della produzione. L’andamento caldo e asciutto ha ridotto la pressione della mosca dell’olivo, favorendo drupe sane e integre”.
Dalle condizioni meteo dipendono anche i tempi di raccolta. “Si prevede un anticipo di maturazione di circa 7-10 giorni”, spiegano i tecnici della “Terre di Todi”; quindi, i frantoi dovranno aprire con un leggero anticipo per garantire una lavorazione tempestiva. È importante mantenere alto il livello di monitoraggio fitosanitario, nonostante la bassa pressione osservata finora, poiché piogge e calo delle temperature potrebbero favorire una ripresa dell’attività del fitofago”.
La qualità dell’olio come sarà? “Con una gestione attenta in campo e tecnologie adeguate in frantoio, il 2026 può diventare un punto di riferimento per la qualità olearia umbra. Non sarà sufficiente avere olive sane”, sottolineano gli operatori del frantoio di Morre: sarà fondamentale raccoglierle al giusto grado di maturazione e portarle rapidamente al frantoio, perché è proprio questa combinazione, insieme alla tecnologia di estrazione, a permettere di conservare aromi e patrimonio fenolico”.
Il risultato atteso – è la conclusione di “Terre di Todi” – è quindi quello di oli dal profilo aromatico intenso ed elegante, sostenuti da un importante patrimonio fenolico e da una naturale capacità di conservazione, caratteristiche che, unite alla tipicità e all’identità territoriale, potranno valorizzare ancora una volta l’eccellenza delle produzioni DOP umbre”.










