Prosegue il percorso di adozione della revisione del Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti. Dopo l’adozione di oggi in Giunta regionale dell’Umbria, la proposta di pianificazione presentata dall’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca approderà ora in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva.
“Cambiare davvero è possibile – dichiara l’assessore De Luca – e l’Umbria lo sta facendo. In un anno e mezzo, ascoltando i territori, le imprese ed i cittadini, abbiamo sostituito un modello anacronistico di economia dello smaltimento, basato su inceneritori e discariche, con un vero modello di economia circolare basato su prevenzione, riciclo e recupero. Questo piano rimuove inoltre le criticità strutturali e le inefficienze che hanno pesato per decenni sulle famiglie e sulla competitività della nostra regione”.
Un piano che – secondo la giunta Proietti – supera la vecchia logica dell’emergenza per mettere al centro l’economia circolare e la tutela della salute. Un cambio di rotta maturato attraverso un percorso rigoroso fondato sull’ascolto e sulla partecipazione di amministratori locali e parti sociali. “Il nuovo strumento di pianificazione – dice De Luca – fissa traguardi precisi: la riduzione della produzione pro capite di rifiuto indifferenziato al di sotto dei 100 kg/ab entro il 2030, il raggiungimento del 75% di raccolta differenziata entro il 2028 e dell’80% entro il 2030 (con indice di riciclo al 65%), fino all’abbattimento del conferimento in discarica entro il limite europeo del 10% al 2035. Inoltre, per le discariche non è previsto alcun ampliamento rispetto alle volumetrie già autorizzate, segnando il progressivo superamento dell’interramento.
Per la nuova impiantistica, il piano stabilisce criteri chiari: riuso degli impianti esistenti (TMB e TM), azzeramento del consumo di suolo su aree pubbliche già antropizzate, rispetto del principio europeo Dnsh, prossimità ed efficienza logistica. Come verificato e confermato nei documenti ufficiali di piano, per l’avvio delle nuove infrastrutture verranno impiegate risorse finanziarie regionali previste in bilancio integrate dai fondi europei FESR della programmazione di coesione 2021-2027.
Contestualmente, si abbandona definitivamente l’ipotesi di costruire un nuovo inceneritore, una scelta che avrebbe gravato sulle bollette dei cittadini umbri per una cifra non inferiore ai 250 milioni di euro”.












