Il Comitato Genitori della scuola IV Novembre di Marsciano, insieme al gruppo dei volontari della Protezione Civile di Marsciano, ha organizzato lo scorso fine settimana ‘Una notte al campo… offline!’. Una due giorni che ha coinvolto 70 bambini, dalla quarta elementare alla terza media, in un’esperienza all’aria aperta e senza cellulari, con l’obiettivo di creare socialità, di fare comunità e di imparare i rudimenti della gestione dell’emergenza. Un ringraziamento particolare va alla Pro loco della Spineta per l’accoglienza straordinaria, per aver messo a disposizione una struttura meravigliosa, e per il buonissimo pranzo della domenica.
Il grazie più grande va ai volontari della Protezione Civile che hanno accompagnato i bambini in questa stupenda esperienza, insegnando loro prima di tutto il valore dello spirito di squadra. Infatti il sabato mattina tutti hanno aiutato per il montaggio delle tende e l’allestimento del campo. Poi c’è stato il pranzo, sempre preparato dalla protezione civile, durante il quale i bambini hanno aiutato nell’apparecchiamento, sparecchiamento e nel portare a tavola.
Nel pomeriggio, tra una gara di tiro alla fune e un gioco del fazzoletto, i volontari hanno insegnato ai ragazzi le regole di base del primo soccorso, anche grazie alla partecipazione della Misericordia di San Venanzo. Ma i ragazzi hanno imparato anche come funziona la gestione delle radioline in situazioni di emergenza, come si fa uno zaino della protezione civile, per poi passare alla simulazione della ricerca di una persona dispersa. La sera, dopo la cena, sempre preparata dalla Protezione civile con la partecipazione attiva dei bambini, c’è stata una chiacchierata sulle attività da improntare in caso di emergenze, per poi finire la serata davanti ad un grande falò all’aperto, con canzoni e racconti delle emozioni provate durante la giornata. Per concludere con l’esperienza della notte in tenda.
Nel pomeriggio, tra una gara di tiro alla fune e un gioco del fazzoletto, i volontari hanno insegnato ai ragazzi le regole di base del primo soccorso, anche grazie alla partecipazione della Misericordia di San Venanzo. Ma i ragazzi hanno imparato anche come funziona la gestione delle radioline in situazioni di emergenza, come si fa uno zaino della protezione civile, per poi passare alla simulazione della ricerca di una persona dispersa. La sera, dopo la cena, sempre preparata dalla Protezione civile con la partecipazione attiva dei bambini, c’è stata una chiacchierata sulle attività da improntare in caso di emergenze, per poi finire la serata davanti ad un grande falò all’aperto, con canzoni e racconti delle emozioni provate durante la giornata. Per concludere con l’esperienza della notte in tenda.
La partecipazione delle famiglie è stata straordinaria, visto che al pranzo di chiusura della due giorni hanno partecipato circa 170 persone. La domenica mattina, infatti, i genitori hanno raggiunto i bambini per una passeggiata immersi negli stupendi boschi della Spineta, per poi aiutare nello smontaggio del campo. E dopo il pranzo comunitario, ogni bambino ha ricevuto un attestato di partecipazione al campo dove si legge ‘un piccolo passo per diventare un cittadino attivo per il futuro’.
Il Comitato ringrazia anche i sindaci di Marsciano, Monte Castello di Vibio e Fratta Todina per aver voluto portare il loro saluto all’evento, anche perché i bambini che hanno partecipato al campo provenivano da tutti e tre i territori. Ma soprattutto il grazie più grande va ai 70 ragazzi e alle loro famiglie, che ancora una volta hanno scelto di fidarsi del Comitato. Questo conferma che c’è un bisogno reale: creare nuove occasioni per far stare insieme le famiglie, per fare rete, per condividere esperienze a misura di bambino, per fare comunità. Servono esperienze reali, relazioni vere, tempo condiviso, perché a volte basta andare offline per sentirsi ancora più connessi.
Il Comitato ringrazia anche i sindaci di Marsciano, Monte Castello di Vibio e Fratta Todina per aver voluto portare il loro saluto all’evento, anche perché i bambini che hanno partecipato al campo provenivano da tutti e tre i territori. Ma soprattutto il grazie più grande va ai 70 ragazzi e alle loro famiglie, che ancora una volta hanno scelto di fidarsi del Comitato. Questo conferma che c’è un bisogno reale: creare nuove occasioni per far stare insieme le famiglie, per fare rete, per condividere esperienze a misura di bambino, per fare comunità. Servono esperienze reali, relazioni vere, tempo condiviso, perché a volte basta andare offline per sentirsi ancora più connessi.












