Proprio in questi giorni, non appena pubblicata la determina regionale che ha approvato la graduatoria dei primi progetti tematici, è partito il lavoro dei consorzi costituiti, lo scorso 27 dicembre, per iniziativa della Confcommercio e di altre associazioni di categoria: Coldiretti, Confesercenti, Confindustria.
Gli imprenditori che aderiscono a tre di questi consorzi si sono riuniti in assemblea, presso la sede di Perugia della Confcommercio, per mettere a punto il piano degli interventi.
In questi giorni il consorzio Umbria Congressi è protagonista di Meet in Umbria, per promuovere la regione non tanto come una sommatoria di elementi attrattori, ma come una articolata offerta complessiva arricchita dalla presenza di location prestigiose, anche pubbliche, pronte ad accogliere questo particolare tipo di turismo.
Al consorzio Umbria Congressi aderiscono 26 imprese: strutture ricettive per lo più, ma anche agenzie specializzate nella organizzazione di congressi, centri prenotazione, aziende che effettuano catering e ristoranti.
Il consorzio movimenterà investimenti in promo-commercializzazione per un importo pari a 500 mila euro: per il 30% a carico dei privati. In questi giorni sta anche trattando un accordo con una destination manager, per posizionare l’offerta umbra in materia di turismo congressuale in ambito globale.
Anche i soci del consorzio Umbria & Francesco’s Ways si sono riuniti in assemblea. Al consorzio aderiscono circa 100 imprese: del settore ricettivo e ristorativo, agenzie di viaggio, imprese del commercio e dell’artigianato, agricole e agrituristiche.
I loro “cammini di fede” movimenteranno investimenti nella promo-commercializzazione per 714 mila euro.
Il terzo consorzio a partire è Umbria & Tastes, che opererà nel settore del turismo enogastronomico. Ne fanno parte oltre 120 imprese, di tutti i settori dell’agroalimentare, che investiranno 357 mila euro (sempre 70% pubblico e 30% privato) nella promo-commercializzazione dei prodotti umbri.
Si impegneranno inoltre nella definizione di un marchio unico territoriale, da adottare in tutti i passaggi della filiera, che sia di riferimento per tutta l’area e identifichi in modo forte e preciso il territorio rispetto alle sua vocazioni turistiche.
“Ora che il lavoro dei consorzi costituiti grazie al bando TAC è partito – sottolinea Confcommercio – ci sono almeno due elementi importanti che ne condizionano in modo diverso l’attività.
Intanto, auspichiamo che Regione e Apt si impegnino efficacemente nell’integrazione delle proprie attività in materia di promozione turistica con quelle relative alle specifiche competenze dei diversi consorzi.
In secondo luogo, attendiamo con ansia che il governo metta fine alle incertezze legate alla destinazione dei fondi FAS, che condizionano le scelte della Regione per quanto riguarda le risorse destinate in forma diretta alle imprese”.
Confcommercio ha effettuato un servizio di assistenza su 27 domande presentate (a marzo 2011) da altrettante imprese, che attiveranno oltre 4 milioni di euro di investimenti complessivi (contributi richiesti: oltre 1 milione e 600 mila euro).











