Dopo le dichiarazioni della presidente della Giunta regionale dell’Umbria, Catiuscia Marini, e la riunione dell’Ufficio di presidenza con i capigruppo, nell’Aula di Palazzo Cesaroni è iniziata la discussione delle cinque proposte di risoluzione depositate da Fli, Udc, Pdl, Lega nord e
Centrosinistra (Pd, Prc, Idv, Socialisti, Marini per l’Umbria).
Centrosinistra (Pd, Prc, Idv, Socialisti, Marini per l’Umbria).
Prima del dibattito ciascuno ha presenatto le propie risoluzioni sulla vocenda Enac.
Franco Zaffini di Fli ha dichiarato "In questo momento politico ci sono poche certezze e
troppe dichiarazioni originali.
A livello nazionale le forze politiche affermano principi che a livello locale vengono disattesi: il centrodestra è garantista a livello nazionale e forcaiolo a livello locale, mentre il centrosinistra fa l’esatto contrario.
In Umbria poi abbiamo inventato il garantismo a tempo determinato. Le dichiarazioni alla stampa dei giorni scorsi della presidente Marini sono strane, non condivido l’annuncio delle
dimissioni in caso di avviso di garanzia, proprio perché si tratta appunto di uno strumento di garanzia.
Sono altresì convinto che la presidente sia totalmente estranea a questa vicenda giudiziaria, in cui di politica non c’è nulla. Le dichiarazioni ai giornali sono il fatto politico.
Oggi serve dunque un punto fermo: l’Assemblea legislativa deve chiamare la presidente alla
coerenza con le dichiarazioni rese in relazione alle vicende giudiziarie del presidente Brega e quindi dimettersi nel momento in cui dovesse ricevere un avviso di garanzia”.
troppe dichiarazioni originali.
A livello nazionale le forze politiche affermano principi che a livello locale vengono disattesi: il centrodestra è garantista a livello nazionale e forcaiolo a livello locale, mentre il centrosinistra fa l’esatto contrario.
In Umbria poi abbiamo inventato il garantismo a tempo determinato. Le dichiarazioni alla stampa dei giorni scorsi della presidente Marini sono strane, non condivido l’annuncio delle
dimissioni in caso di avviso di garanzia, proprio perché si tratta appunto di uno strumento di garanzia.
Sono altresì convinto che la presidente sia totalmente estranea a questa vicenda giudiziaria, in cui di politica non c’è nulla. Le dichiarazioni ai giornali sono il fatto politico.
Oggi serve dunque un punto fermo: l’Assemblea legislativa deve chiamare la presidente alla
coerenza con le dichiarazioni rese in relazione alle vicende giudiziarie del presidente Brega e quindi dimettersi nel momento in cui dovesse ricevere un avviso di garanzia”.
Raffaele Nevi del Pdl ha dichiarato " Abbiamo chiesto un dibattito in Consiglio regionale e apprezziamo dunque che la presidente Marini abbia deciso di venire in Aula.
La nostra linea è il garantismo, dato che abbiamo
fiducia nella magistratura e dividiamo gli aspetti della giustizia da quelli della politica. Vogliamo evitare superficiali giudizi preliminari mentre invece la presidente ha cercato di prendere maldestramente le distanze dai partiti, anche dal suo e da una certa politica.
La presidente, col suo discorso, si è auto-assolta, negando la possibilità della magistratura di
mettere in dubbio la sua figura. Questo è molto grave e dimostra di nuovo la presunta superiorità morale di una certa sinistra. La Marini sbaglia a credersi estranea a tutte queste vicende: lei è interamente dentro questo sistema che dice di voler modificare.
Dentro l’indagine ci sono persone a cui la Giunta conferma la guida di importanti agenzie regionali, ancora oggi. La sfiducia nelle istituzioni e in chi le rappresenta è stata già incrementata dalla vicenda sanitopoli. La presidente non può tentare di far credere di
venire da Marte: una grande questione morale sta investendo il Pd, cosa dimostrata dalla mancanza di un assessore alla sanità da 1 anno.
Il Consiglio regionale è bloccato dall’immobilismo dell’azione legislativa della Giunta regionale. Chiediamo alla presidente della Giunta di fare un passo indietro e di restituire la parola ai cittadini”.
La nostra linea è il garantismo, dato che abbiamo
fiducia nella magistratura e dividiamo gli aspetti della giustizia da quelli della politica. Vogliamo evitare superficiali giudizi preliminari mentre invece la presidente ha cercato di prendere maldestramente le distanze dai partiti, anche dal suo e da una certa politica.
La presidente, col suo discorso, si è auto-assolta, negando la possibilità della magistratura di
mettere in dubbio la sua figura. Questo è molto grave e dimostra di nuovo la presunta superiorità morale di una certa sinistra. La Marini sbaglia a credersi estranea a tutte queste vicende: lei è interamente dentro questo sistema che dice di voler modificare.
Dentro l’indagine ci sono persone a cui la Giunta conferma la guida di importanti agenzie regionali, ancora oggi. La sfiducia nelle istituzioni e in chi le rappresenta è stata già incrementata dalla vicenda sanitopoli. La presidente non può tentare di far credere di
venire da Marte: una grande questione morale sta investendo il Pd, cosa dimostrata dalla mancanza di un assessore alla sanità da 1 anno.
Il Consiglio regionale è bloccato dall’immobilismo dell’azione legislativa della Giunta regionale. Chiediamo alla presidente della Giunta di fare un passo indietro e di restituire la parola ai cittadini”.
Sandra Monacelli di Udc ha dichiarato "Non mi piacciono i linciaggi mediatici e i processi celebrati in aule improprie. La riflessione deve andare oltre e celebrarsi su un livello diverso e più alto. Ieri ho colto il tentativo di ridurre quest’Aula ad un luogo dove dividersi, ancora una volta, tra giustizialisti e assolutori.
Mi domando a cosa serva il grande cinema che stiamo mettendo in scena oggi in quest’Aula; chi abbia l’autorità di condannare o assolvere qualcuno prima ancora che la magistratura abbia fatto il suo lavoro. Saranno i magistrati a valutare la posizione della presidente e non certo noi. Dovremmo stare qui per fare leggi e riforme mentre siamo qui
a cercare argomentazioni strumentali per segnare la differenza tra maggioranza e opposizione.
Non è questo il modo per migliorare le condizioni degli umbri e non è questo il luogo per affrontare la questione politica e morale che è all’ordine del giorno: troppo ingessati sono i rapporti tra maggioranza e opposizione.
Il copione di questa mattina è quello già scritto e non capisco la richiesta di dimissioni della presidente; come non capisco il senso di garantismo a senso alternato che caratterizza il
centrosinistra. Serve una riflessione per riportare un clima sereno che consenta a questa Assemblea di lavorare e di recuperare un saldo fondamento etico.
Il Consiglio regionale deve stigmatizzare iniziative strumentali ed estemporanee, sospendendo ogni giudizio nell’attesa che si concludano le vicende giudiziarie in atto, cogliendo piuttosto l’occasione per aprire una seria revisione, al di là della definitiva acquisizione dei fatti, di un sistema politico che si alimenta di eccessiva auto-referenzialità.
Il Consiglio deve infine rigettare ogni atteggiamento strumentalmente giustizialista da un lato e garantista dall’altro, auspicando da entrambe le parti senso di responsabilità nell’interesse dei cittadini umbri”.
Mi domando a cosa serva il grande cinema che stiamo mettendo in scena oggi in quest’Aula; chi abbia l’autorità di condannare o assolvere qualcuno prima ancora che la magistratura abbia fatto il suo lavoro. Saranno i magistrati a valutare la posizione della presidente e non certo noi. Dovremmo stare qui per fare leggi e riforme mentre siamo qui
a cercare argomentazioni strumentali per segnare la differenza tra maggioranza e opposizione.
Non è questo il modo per migliorare le condizioni degli umbri e non è questo il luogo per affrontare la questione politica e morale che è all’ordine del giorno: troppo ingessati sono i rapporti tra maggioranza e opposizione.
Il copione di questa mattina è quello già scritto e non capisco la richiesta di dimissioni della presidente; come non capisco il senso di garantismo a senso alternato che caratterizza il
centrosinistra. Serve una riflessione per riportare un clima sereno che consenta a questa Assemblea di lavorare e di recuperare un saldo fondamento etico.
Il Consiglio regionale deve stigmatizzare iniziative strumentali ed estemporanee, sospendendo ogni giudizio nell’attesa che si concludano le vicende giudiziarie in atto, cogliendo piuttosto l’occasione per aprire una seria revisione, al di là della definitiva acquisizione dei fatti, di un sistema politico che si alimenta di eccessiva auto-referenzialità.
Il Consiglio deve infine rigettare ogni atteggiamento strumentalmente giustizialista da un lato e garantista dall’altro, auspicando da entrambe le parti senso di responsabilità nell’interesse dei cittadini umbri”.
Gianluca Cirignoni per la Lega Nord ha dichiarato " Con la nostra risoluzione vogliamo ribadire il massimo sostegno all’operato della Magistratura affinché operi al più presto in tutte le inchieste aperte in Umbria. Nel frattempo c hiediamo alla Giunta regionale di fare due passi
decisivi: la rimozione della dottoressa Rosignoli dalla guida della Asl e le opportune verifiche nei confronti dell’Amministratore dell’Arusia che risulterebbe essere socio di una delle società coinvolte nella inchiesta Enac. Per il resto noto con piacere che dopo lo scoppio della sanitopoli umbra le forze giustizialiste a Roma, in Umbria sono diventate garantiste”.
decisivi: la rimozione della dottoressa Rosignoli dalla guida della Asl e le opportune verifiche nei confronti dell’Amministratore dell’Arusia che risulterebbe essere socio di una delle società coinvolte nella inchiesta Enac. Per il resto noto con piacere che dopo lo scoppio della sanitopoli umbra le forze giustizialiste a Roma, in Umbria sono diventate garantiste”.
Renato Locchi per il Pd ha dichiarato- La maggioranza non si è ‘ricompattata’ su questa vicenda come hanno detto alcuni, ma è unita sulle questioni più importanti e lo dimostrerà negli atti. La nostra risoluzione parte dalla piena condivisione della relazione fatta questa
mattina dalla presidente Catiuscia Marini, sia per i contenuti che per il tono, comunque importante, che ha usato in quest’Aula. Il concetto di estraneità che ha inteso comunicare emerge anche nei commenti della gente, dalle reazioni sentite non solo sulla rete dei social network, ma anche in Corso Vannucci, e questo è un punto di forza per lei e per tutta la
maggioranza. Non esiste in Umbria una questione morale anche se in questo Consiglio ci sono aspetti di opacità da chiarire, ed è nostro compito farlo al più presto. Nella risoluzione, peraltro molto semplice, si riconosce piena fiducia alla magistratura e piena condivisione della relazione fatta dalla presidente Marini che appare palesemente vittima di una operazione
mediatica”.
mattina dalla presidente Catiuscia Marini, sia per i contenuti che per il tono, comunque importante, che ha usato in quest’Aula. Il concetto di estraneità che ha inteso comunicare emerge anche nei commenti della gente, dalle reazioni sentite non solo sulla rete dei social network, ma anche in Corso Vannucci, e questo è un punto di forza per lei e per tutta la
maggioranza. Non esiste in Umbria una questione morale anche se in questo Consiglio ci sono aspetti di opacità da chiarire, ed è nostro compito farlo al più presto. Nella risoluzione, peraltro molto semplice, si riconosce piena fiducia alla magistratura e piena condivisione della relazione fatta dalla presidente Marini che appare palesemente vittima di una operazione
mediatica”.










