In una inchiesta sulla E 45, apparsa su Avvenire.it, la superstrada che attraversa l’Umbria è definita la Salerno-Reggio Calabria del Centro-Nord e tra i punti peggiori appare anche il tratto che attraversa il territorio di Todi.
Nel reportage di Francesco Zanotti, infatti, si scrive tra l’altro “Con la pioggia i sorpassi ai tir sono da brividi. Si fanno come se si viaggiasse a occhi chiusi. L’asfalto drenante non è utilizzato per la manutenzione alla E45: la pioggia resta tutta in strada e viene sollevata in nuvole che limitano la visibilità.
Fuori dalla galleria di Collevalenza la strada è tutta tagliata. Sembra di stare su un mezzo cingolato, anche con pneumatici di considerevole spessore: ogni contromisura risulta insufficiente a contatto con un fondo stradale che sembra un gruviera. Si continua a guidare sempre ad altissima tensione”.
Fortunatamente a Zanotti non è venuta l’idea di salire nella città di Jacopone.
Avrebbe scoperto che anche i pedoni che si avventurano in alcune strade dei quartieri a ridosso delle mura del centro storico sono ormai da tempo impegnati in una “giaculatoria” continua: Sant’Arcangelo, San Raffaele ecc.
I giovani risolvono il problema salendo in auto e sperando che le sospensioni reggano, ma gli anziani, anche se accompagnati da robuste badanti, sono costretti a rinunciare anche a fare i due passi necessari per giungere alla nuova area verde di Porta Fratta o alle panchine sotto il grande albero davanti al bar mokambo, mete ambite dopo la recente realizzazione della prima e dopo la migliorata sistemazione delle altre.
Entrambe le carreggiate in questione tutto sono meno che percorribili dai pedoni, si rischia di spezzarsi caviglie e gambe per il succedersi continuo di veri e propri crateri, c’è anche chi pensa di tirare in ballo la Protezione Civile, per poter uscire di casa almeno una volta al giorno.












