Unioncamere Veneto ha cercato di individuare il livello di evasione fiscale in Italia mettendo a confronto il reddito dichiarato con alcuni indicatori del benessere reale, come l’accesso a Internet, il numero di auto per famiglia, la crescita del Pil e la popolazione a rischio povertà.
Va detto subito che è proprio nella scelta degli indicatori il punto dove si possono annidare errori.
E’ stato, per esempio osservato che un qualsiasi individuo ha una propensione al risparmio tanto più elevato il suo reddito.
In parole povere, per quanto si voglia, quando di soldi se ne hanno tanti è difficile trovare il modo di spenderli tutti. Quindi il “benessere” di una persona può essere sottostimato se non si considerano pure le ricchezze investite in attività finanziarie.
Sia pure con questi limiti, dove il benessere è più elevato del reddito dichiarato, è evidente l’esistenza di fonti di ricchezza «in nero», mentre dove avviene il contrario i margini per l’evasione fiscale si riducono.
In questa graduatoria l’Umbria si colloca a metà classifica, preceduta per onestà, per restare all’Italia di Mezzo, da Toscana, Lazio e Marche, mentre l’Abruzzo è dietro.
L’Emilia Romagna sarebbe la regione fiscalmente più onesta.






