È tornata in scena ieri sera la rappresentazione storica “Anita, la forestiera” ideata, scritta, e diretta da Giuseppe Brizi per la Pro-Loco di Massa Martana. Una replica straordinaria che ha aperto la rassegna teatrale “DAL TEATRO ALLA VITA” organizzata dal Comune di Massa Martana. Gli oltre 80 personaggi, tra attori e figuranti, hanno rievocato il presunto passaggio di Anita Garibaldi nel territorio massetano. Per l’occasione piazza Umberto I è stata trasformata in una grande aia durante il periodo della battitura. I fondi raccolti dalle offerte del pubblico verranno devoluti al Comitato per la vita “Daniele Chianelli” di Perugia.
In questa nota del regista Giuseppe Brizi il sunto dello spettacolo.
Una calda sera d’estate, uno scrittore, reso viandante dalla passione e dall’amore per il racconto, arriva a Massa Martana sicuro di trovare notizie e argomenti utili per la sua nuova storia. Era il 1849, una città deserta, un canto, l’incontro con un personaggio misterioso e affascinante, Margherita, lo immergono con forza in un vissuto immediato quanto meraviglioso. Una città che all’improvviso si anima proprio nella sua attività più antica e affascinante, la battitura del grano, trasformando una piazza dalla magia del silenzio a quella della vita dove ogni azione ha un ritmo che si ripete dai tempi dei tempi. Un conte, Jacopo, come un direttore dirige con maestria i suoi orchestrali: le donne gli uomini e i bambini del suo paese. Sembra che gli eventi nazionali non abbiamo scalfito più di tanto l’animo dei Massetani, ma la paura c’è, timidamente svelata allo zelante cronista. “Tornerà mio figlio?” la domanda di Gasperino, laborioso padre in pensiero per quel figlio Andrea partito con Stefano, Marco e Francesco per Roma dove si combatteva per la libertà e per l’Italia, concetti tanto lontani dalla realtà di fatica e sottomissione in cui viveva. Ma il lavoro volge al termine, la cena, la sospirata Magnata sta per concretizzarsi, bussano alla porta del paese, una donna ferita, forestiera, quattro giovani che l’accompagnano, il calore di un popolo che accoglie chi si trova in difficoltà, un ritorno di chi non mai ha dimenticato la sua terra, la festa per il raccolto, per il ritorno e per un amore ritrovato, quello di Marcella popolana piena di passione. Il racconto dei quattro scalda gli animi, la forestiera viene condotta alla tavolata, un invito a restare rifiutato con amore e passione, un augurio di libertà e unità, un nome: Anita Garibaldi. Lo scrittore ha la sua storia.









