Dalle prime luci dell’alba, in una giornata ancora con fitta nebbia, 50 carabinieri della compagnia di Todi sono stati impegnati nell’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare nei confronti di cittadini albanesi accusati di traffico e spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione nei confronti di giovani donne romene.
Costoro avevano messo in piedi chi una fruttuosa attività di spaccio di sostanze stupefacenti chi, invece, ci aveva abbinato l’attività di sfruttamento della prostituzione di giovane donne.
Per quanto riguarda lo sfruttamento della prostituzione i Carabinieri avevano individuato un albanese, che reclutava in Romania, tramite un cittadino di quel Paese, giovani donne che faceva arrivare a Perugia, per utilizzarle nelle attività di prostituzione.
In particolare, l’albanese, oltre a garantire alle giovani prostitute un sostegno logistico, fornendo alloggi in appartamenti di Perugia, le trasportava– durante gli orari notturni e talvolta anche pomeridiani – in diverse località di Perugia quali Olmo, Strada Trasimeno Ovest ed anche a Todi, lungo la SS448 Orvietana.
Si trattava di zone ben definite, frutto di una ripartizione territoriale con altri cittadini albanesi, “protettori” di ulteriori prostitute, rispetto ai quali talvolta era stato necessario reagire energicamente per tutelare il proprio “campo d’azione”.
L’Albanese in questione, per gestire le donne, che erano sempre in numero tra le 4 e le 5, si avvaleva del romeno, che incuteva nelle stesse un particolare timore per il suo modo di fare violento.
Le donne sfruttate, non solo dovevano corrispondere ai loro protettori la metà degli “introiti”, ma venivano private dei loro documenti e per rientrarne in possesso dovevano corrispondere una somma di circa 2.000 euro.
La stessa somma l’albanese la prendeva per consentire il passaggio di una delle prostitute sotto la gestione di un altro protettore sempre albanese.
Le investigazioni concernenti il narcotraffico queste hanno permesso di mettere fine all’illecita attività svolta in tale settore dall’ albanese, ma anche di altri cittadini suoi conterranei che, in proprio e talvolta in concorso tra loro, rifornivano di cocaina numerosi assuntori del circondario di Todi, Massa Martana e di Gualdo Cattaneo.
Si trattava di consumatori, giovani e meno giovani, di entrambi i sessi, con le attività occupazionali più disparate che incontravano i loro fornitori di droghe nelle frazioni dei citati centri, quali Due Santi, Petroro, Ponterio, Pian di Porto, Castelvecchio, Grutti e San Terenziano.
Va segnalato che l’albanese “protettore”, per tentare di passare inosservato in occasione dei trasporti di cocaina approvvigionata nel Lazio, si faceva accompagnare da una o più delle prostitute che sfruttava.
L’attività d’indagine, fin dall’inizio, veniva scandita da interventi di polizia giudiziaria che avevano portato, in diverse circostanze, all’arresto di 7 persone ed al sequestro di varie decine di grammi di cocaina.
I provvedimenti restrittivi in carcere sono stati assunti nei confronti di:
1. SULAJ Leonard, 31enne albane, residente a Todi
2. DERVISHI Alfred, detto FREDDY, 28enne albanese, residente a Todi
3. CUKARI Sami, detto ERVING, 35 enne albanese, residente a Todi
4. MALO ARIAN, 41enne albanese, residente a Todi
5. HILA Sander, 30enne albanese, residente a Todi.








