Si può proprio dire che in Umbria più del freddo, della neve e del gelo facciano paura le accise sulla benzina.
Come è noto, l’esperienza del dopo terremoto a Marsciano lo dice, con la normativa attuale la concessione dello stato di calamità naturale fa scattare automaticamente la necessità di integrare gli eventuali stanziamenti governativi con l’aumento della imposizione fiscale.
Per questo, durante l’incontro, nella sede della Protezione civile di Foligno, tra gli amministratori dei comuni più colpiti dal maltempo e la Regione, “è emersa forte la volontà della Regione Umbria (così come fatto dalla Regione Marche) di non procedere per il momento, sulla strada della richiesta dello stato di calamità naturale che comporterebbe un aggravio di natura fiscale su tutti i cittadini umbri.
La Regione si è invece impegnata a stanziare le risorse necessarie per la copertura, totale o parziale, delle spese sostenute dai comuni durante il periodo dell’emergenza, reperendole dal proprio bilancio
Inoltre sui territori più colpiti dal maltempo arriveranno, in aiuto delle amministrazioni locali, uomini e mezzi delle comunità montane, che saranno d’ausilio in questa delicata fase che dovrebbe protrarsi, stante le previsioni meteo, fino alla metà della prossima settimana.
Per quanto riguarda l’agricoltura e la zootecnia, rispetto alle quali non ci sono vincoli di “compartecipazione” impositiva si è invece concordato di procedere alla richiesta dello stato di calamità naturale al fine di tutelare al massimo tutte le piccole e medie imprese di un settore così importante per l’economia regionale.
Aggiornamento
Con un decreto legge il Governo ha assunto gli oneri per l’emergenza neve








