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Il 2011 ha fatto registrare una crescita dello 0,1% della superficie arabile seminata a OGM, determinata esclusivamente dal mais 
mais

In ogni confronto dialettico ciascuno porta acqua al suo mulino ma dalle opposte dichiarazioni può emergere una verità intermedia.
Ed allora se, almeno stando ai dati del rapporto annuale sulle coltivazioni biotecnologiche dell’ISAAA, il  Servizio Internazionale per l’Acquisizione di Applicazioni Agrobiotecnologie. continuano a crescere le colture GM nel mondo, in Europa a parte quelle di mais, le culture di questo tipo sembrano stagnare se non diminuire.

Secondo il citato rapporto nel 2011 e nel mondo gli ettari coltivati a OGM sono arrivati alla soglia di 160 milioni, 12 milioni in più rispetto all’anno precedente (+8%), distribuendosi in 29 Paesi, 19 dei quali in via di sviluppo.  Il rapporto annuncia anche trionfalisticamente che in Europa le coltivazioni di mais OGM hanno registrato il record di 114.490 ettari, con un aumento del 25% rispetto al 2010.

Tuttavia Friends of the Earth Europe (FOEE), che riporta  analiticamente l’andamento delle colture GM  e delle colture biolgiche nel Vecchio Continente, segnala che il 2011 ha fatto registrare una crescita dello 0,1% della superficie arabile seminata a OGM il che dovrebbe significare che l’aumento per il mais è stato ampiamente neutralizzato, fino ad essere quasi annullato, dalle diminuzioni per altre colture.

Peraltro la stessa organizzazione segnala la ritirata dal mercato europeo di uno dei grandi produttori di sementi ogm: la Basf e dalla Francia della Monsanto ed il fatto che dopo 16 anni solo il 20% della produzione mondiale di ogm è riuscita a varcare i confini degli Usa.
In Europa al momento ben 19 Stati membri non usano sementi GM e sei Stati membri (Francia, Germania, Austria, Grecia Ungheria e Lussemburgo) hanno masso al bando il principale evento OGM autorizzato in Europa: il mais MON 810. 
 

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