Il terzo passo potrebbe essere l'arrivo di un milione di euro - già inserito in un programma tra Regione e Ministero dell'ambiente - per i piani di manutenzione delle opere realizzate, in attesa che il Governo nazionale, aderendo all'invito unanime del Consiglio Regionale dell'Umbria, rifinanzi le leggi speciali
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E’ solo  un primo passo e non c’è da illudersi vista la situazione del Paese, ma tutte le maratone cominciano con un piccolo passo e questo sta nel fatto che il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato all’unanimità (21 sì) la mozione Buconi (Psi) – Galanello (Pd) incentrata sulla richiesta di interventi “mitigare il rischio idrogeologico per la Rupe di Orvieto ed il Colle di Todi e garantire la prosecuzione delle attività di monitoraggio, di manutenzione delle opere realizzate”.

Il documento è stato votato anche dalle opposizioni a seguito della disponibilità della Regione, manifestata dalla presidente Marini, a contribuire con risorse proprie agli stanziamenti necessari.
E forse questa disponibilità regionale è il secondo concreto passo per evitare che col passare del tempo le ingenti opere fatte in passato si deteriorino ulteriormente e per completare con opere stabili quelle fatte provvisoriamente ( tipo canalette per lo scolo delle acque piovane realizzate in lamiera che o si sono bucate come groviera o che sono state sepolte dall’incoscienza di qualcuno e rovesciano a valle, a scorrere incontrollate sul terreno, tonnellate d’acqua ad ogni piovuta) in attesa di tempi migliori che tardano ad arrivare.

La mozione approvata prevede di  “Aggiornare il quadro dei fabbisogni necessari per il completamento degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico per la Rupe di Orvieto ed il Colle di Todi e garantire la prosecuzione delle attività di monitoraggio e di manutenzione delle opere realizzate. Individuare gli interventi necessari per la completa salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali presenti nelle due città.
Rappresentare a Governo e Parlamento l’urgenza di rifinanziare le Leggi 545/87 e 242/97, per consentire il finanziamento degli interventi”.

Illustrando la mozione al Consiglio regionale Massimo Buconi (Psi) ha spiegato la necessità dei lavori di consolidamento per la rupe di Orvieto e il colle di Todi: “le leggi nazionali del 1978, 1987 e 1997 hanno previsto e finanziato interventi per il consolidamento, impegnano circa 243 milioni di euro complessivi.
I risultati, che sono stati studiati e valutati da istituti di ricerca nazionali, hanno portato al recupero e al restauro di beni storici e architettonici e alla realizzazione di soluzioni per la mobilità alternativa.
Moltissimo è stato fatto ma una parte molto innovativa della legge del 1987, cioè la questione di mantenere efficienti le opere di consolidamento, rimane da completare.
Servono dunque una manutenzione costante un impegno tecnico di risorse e specialità per non vanificare i lavori fatti e i soldi spesi.
Devono quindi essere completati gli interventi di consolidamento, deve essere fatto la manutenzione e devono essere restaurati alcuni edifici.

La stima della Regione ritiene che servano circa 15,5 milioni di euro, come minimo, per poter completare queste operazioni.
Chiediamo dunque alla Giunta di impegnarsi per attivare un tavolo di confronto con le amministrazioni locali e il governo nazionale per ottenere con urgenza il rifinanziamento della legge 545 del 1987.
Per responsabilità dobbiamo evitare di vanificare gli interventi già realizzati. Devo dare atto della manifestazione di sostegno all’iniziativa ricevuta dal sindaco di Orvieto, dal solo sindaco di Orvieto”.

Fausto Galanello (Pd) ha rimarcato che “è trascorso un anno dalla presentazione della mozione per il consolidamento della rupe di argilla e del colle di tufo su cui poggiano importanti città della nostra regione.
Per quanto riguarda la Rupe di Orvieto, che conosco meglio, si sono verificati in questo anno piccole frane, ci sono fenomeni di infiltrazione d’acqua, movimenti in profondità degli strati argillosi.
Gli interventi realizzati hanno riguardano il consolidamento delle strutture portanti delle città, hanno interessato anche il patrimonio storico, artistico e culturale delle due città, così come non meno importante è stata l’attivazione, attraverso gli osservatori, di una strumentazione di controllo e monitoraggio per un’attenta e costante manutenzione e vigilanza sulle aree e sugli interventi effettuati, anche per verificare nel tempo l’efficacia degli stessi.
Sono trascorsi 35 anni dall’approvazione della legge e si rischia di vanificare gli interventi realizzati con le leggi speciali che si sono succedute.
Gli interventi realizzati hanno però lasciato aperte alcune questioni su nuove zone o su aree ritenute a rischio minore, come la zona del Croce del tufo, Cannicella e del perimetro orientale della Rupe.

Le città affrontano difficoltà finanziarie che hanno limitato l’attività di controllo e monitoraggio sui lavori effettuati: ad Orvieto solo recentemente è stato ripristinato l’organismo di controllo, dopo alcuni crolli della rupe. La strumentazione è divenuta dunque obsoleta e talvolta è stata trovata completamente distrutta.
Questo impedisce il monitoraggio delle infiltrazioni d’acqua e dei crolli
: deve dunque essere aggiornato il quadro dei fabbisogni per completare gli interventi per la rupe ed il colle.
C’era già un documento del 2006 dove venivano descritte le necessità per gli interventi: allora si stimò una necessità finanziaria di 26,5 milioni di euro, che oggi sono state riviste (15,5 milioni) anche alla luce della carenza di fondi.
Ad Orvieto devono essere salvaguardate la fortezza dell’Albornoz, le necropoli etrusche e il pozzo di San Patrizio. I Comuni non possono affrontare queste emergenze da
soli e il Governo deve assegnare alla Regione i fondi necessari”.

Nel suo intervento Raffaele Nevi (Pdl) ha rimarcato che : “Nella passata legislatura discutemmo già di queste cose e il precedente governo regionale, minimizzando, disse che non era il momento per rifinanziare leggi speciali, che si sarebbe dato da fare per certamente impedire il degrado, cedimenti, problemi strutturali, frane e quant’altro, nell’ambito del più complessivo capitolo di bilancio della protezione civile e quant’altro.
Non mi pare che in questi anni ci siano stati stanziamenti rilevanti per sanare problemi che pure esistono e la cui entità concreta andrebbe determinata con esattezza.
Siamo d’accordo che la Regione si faccia carico di chiedere al Governo risorse aggiuntive per due realtà molto particolari. Prendiamo atto che il cambio del Governo regionale ha modificato l’impostazione della Giunta ma non vorrei che fosse una operazione elettorale, vista la contingenza delle elezioni comunali a Todi.
Se invece non si tratta di questo, noi siamo favorevoli ma chiediamo che anche la Regione si faccia carico, con modalità da definire, dei finanziamenti che dovrebbero provenire dal Governo nazionale. In questo modo la mozione potrà essere condivisa da tutti i gruppi e coinvolgeremo da subito i nostri parlamentari per cercare di attivare da subito questi interventi”.

Catiuscia Marini ha precisato
che : “Nel corso del 2011 sono terminati gli interventi sulla rupe e sul colle per contenere il dissesto idrogeologico e per restaurare edifici storici.
In entrambi i casi le leggi quadro hanno permesso di intervenire nella realizzazione delle opere e negli interventi di risanamento ma anche di mantenere una serie di interventi gestiti dalla Regione, d’intesa con i Comuni, per la manutenzione delle opere realizzate.
Questo è il cuore del problema, fermo restando che non è stato possibile terminare gli interventi di consolidamento. La cosa grave che oggi emerge è la necessità di mantenere le opere realizzate nel corso degli anni, per evitare che la situazione si aggravi. Negli anni recenti la Giunta ha realizzato e finanziato piani di manutenzione.

Le amministrazioni comunali non hanno nessuna risorsa a disposizione. La Giunta intende fare la sua parte: intanto abbiamo messo a disposizione 150 mila euro per la manutenzione minima delle opere di consolidamento a Orvieto (100mila) e Todi (50mila).
Va scongiurato il rischio che gli interventi realizzati non siano vanificati dall’assenza di risorse per la manutenzione.
Condividiamo l’opportunità che il Consiglio regionale, in maniera condivisa, affronti questa emergenza.
Da parte nostra, sapendo che questa fase del rifinanziamento si inserisce in un momento molto particolare per i conti pubblici, nell’accordo di programma firmato con il ministero dell’ambiente (un piano complessivo di 48 milioni di euro, metà della Regione Umbria e metà del Governo nazionale) abbiamo inserito 1 milione di euro per i piani di manutenzione delle opere già realizzate: per ora i fondi nazionali non sono arrivati”.

Ovviamente soddisfatto per il risultato conseguito Massimo Buconi che non manca anche di collocare la questione sullo sfondo delle prossime elezioni a Todi. “La legge speciale 545/87 e la seguente 242/97 sono state il frutto di un lavoro corale – sottolinea Massimo Buconi – delle comunità locali, dei partiti, delle istituzioni locali e regionali, del parlamento e del governo.
Dobbiamo rimettere in moto la macchina, la stessa macchina, per poter ottenere il rifinanziamento della legge speciale per Todi ed Orvieto
, che necessiterebbe di almeno ulteriori 50 milioni di euro, di cui almeno 15 milioni urgenti.
Oltre al completamento delle opere, infatti, al completo recupero del patrimonio storico-monumentale, c’è l’urgenza di mantenere in efficienza le opere di consolidamento realizzate al fine di non vanificare tutti gli interventi fatti”.

"Questa è una priorità politico–amministrativa – conclude -, che doveva trovare spazio, e che, invece, non è stato così nell’azione dell’amministrazione comunale uscente e spero che possa avere il giusto peso in quella successiva. Esprimo particolare apprezzamento per l’impegno assunto dalla presidente Marini e dalla giunta, di intervenire con propri fondi per assicurare le operazioni contingenti, e soprattutto l’impegno preso di coordinare la ripresa dell’iniziativa politico-istituzionale intorno al problema”.

 

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