La Corte di Cassazione ha depositato in marzo il proprio pronunciamento sulla responsabilità civile della Regione dell'Umbria, contraddicendo la Corte di Appello di Roma
rogo-vignola-foto-epoca

Tra pochi giorni, il 25 aprile, saranno trascorsi trent’anni dal rogo del palazzo del Vignola, tragedia nella quale perirono 35 persone e molte rimasero ustionate riportando danni permanenti. E a distanza di ben trent’anni, giusto un mese fa, è stata registrata una nuova sentenza, peraltro controversa alla precedente. La battaglia legale intrapresa in sede civile, a partire dal lontano 1987, dai soggetti danneggiati dal rogo non sembra così avere mai fine.
Dopo la pronuncia nel 2005 della Cassazione che, per la prima volta, contraddicendo i primi due gradi di giudizio, aveva chiamato in causa per i mancati controlli la Regione Umbria, dopo la sentenza del 2009 della Corte di Appello di Roma alla quale era stato rinviato il giudizio, conclusosi da una parte con l’ammissione al risarcimento di un famigliare di una vittima e dall’altra con l’esclusione del Seminario Vescovile e di un ferito, è arrivato adesso l’ennesimo verdetto, non ancora definitivo.
Sulla vicenda, in seguito ai ricorsi presentati dalle parti, si è infatti nuovamente pronunciata la Cassazione, con una sentenza depositata il 16 marzo. La Suprema Corte ha riconosciuto il giudizio della Corte di Appello di Roma illegittimo, annullandone senza rinvio la sentenza.
Alla base della decisione la constatazione che il giudice del rinvio non si era limitato a definire la sola questione della responsabilità o meno della Regione Umbria, come in realtà gli competeva, ma aveva travalicato i suoi compiti pronunciandosi anche sulla liquidazione del danno. Aspetto, questo, che era destinato, alla luce della sentenza non definitiva emessa dal Tribunale di Perugia nel 1997, ad essere valutato solo successivamente, una volta chiarita la questione della responsabilità o meno delle varie istituzioni in primo grado citate in giudizio.
La sentenza del 16 marzo scorso non conferma dunque la corresponsabilità della Regione Umbria ma neppure la esclude, come tengono a far notare i difensori delle altre parti in causa. Ora il giudizio dovrà essere riassunto davanti al Tribunale di Perugia. Insomma, altri anni ancora sono destinati a passare, a meno che un difficile ma auspicabile accordo fra le parti non intervenga a chiudere definitivamente la vicenda.
La città, intanto, si prepara a ricordare quella terribile ferita: lo  farà con una commemorazione pubblica promossa dal Comune di Todi per il 25 aprile ma anche con un libro, editato per iniziativa privata, che verrà presentato sabato 28 aprile, alle ore 17:30, nella Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali Tuderti, nel quale viene ricostruita tutta la vicenda: "Brucia il Vignola: trent’anni dopo, tra rimozione e memoria" di Massimo Rocchi Bilancini.

condividi su: