Attivare un sistema di controllo di gestione per far emergere costi e benefici di ogni singola attività, introdurre un servizio strutturato per la verifica della qualità delle prestazioni erogate, sviluppare l’attività sul territorio e promuovere la partecipazione di cittadini e lavoratori.
Sono queste le quattro proposte, relative al miglioramento del servizio sanitario umbro, emerse dall’attivo regionale di Uil Umbria, che si è svolto giovedì 24 maggio a Perugia. All’incontro, a cui hanno preso parte i delegati Uil delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) della sanità e i dirigenti Uil di tutte le categorie sindacali, erano presenti Claudio Bendini, segretario confederale Uil Umbria, Emilio Duca, direttore regionale della sanità umbra, e Roberto Tortoioli, segretario generale regionale Uil Pensionati Umbria.
Una riunione convocata per approfondire e dibattere i temi della prossima riforma regionale sul riordino delle aziende sanitarie e la riorganizzazione dei servizi, così da arrivare, con proposte concrete, al Tavolo per l’alleanza del 1 giugno, durante il quale la Regione Umbria presenterà la prima bozza dei provvedimenti.
“Il sistema sanitario umbro – ha spiegato Emilio Duca – è sostanzialmente di qualità e con i conti in ordine. Nonostante ciò, la congiuntura economico finanziaria ha costretto lo Stato a ridurre sempre più le risorse destinate a questo settore. È necessario, quindi, anche in una regione virtuosa come la nostra, porre in essere delle misure di ottimizzazione e di rivisitazione dell’intero impianto organizzativo, sia nelle politiche del territorio, che vanno rafforzate e potenziate, sia nell’ottica di razionalizzazione della rete ospedaliera”.
“Le misure in discussione – ha commentato il segretario Bendini – vanno nella direzione da noi auspicata. Vi sono comunque degli aspetti che possono essere migliorati e resi più incisivi e vincolanti.
Non vogliamo ridurre la quantità e la qualità delle prestazioni sanitarie, bensì, razionalizzare il numero dei punti di erogazione dei servizi ed eliminare le strutture superflue.
Crediamo, inoltre, che attivare un sistema di controllo di gestione, che evidenzi in tempo reale i costi e i ricavi di ogni singola attività, in modo da poterli confrontare con quelli di altre aziende, o di strutture diverse della stessa azienda, permetterà di correggere subito le eventuali anomalie.
Introdurre, poi, un servizio che possa verificare la qualità e l’efficacia delle prestazioni erogate consentirebbe di controllare, in maniera oggettiva, il lavoro dei professionisti e di tutta la catena di comando, così da essere da stimolo per incrementare la qualità delle prestazioni stesse”. Dal dibattito è venuta alla luce anche la necessità di migliorare il servizio al paziente da parte delle strutture ospedaliere, riabilitative, di assistenza domiciliare e sociale, attraverso l’integrazione tra case della salute distrettuali, aperte 24 ore, ed equipe territoriali di medicina generale, operanti 12 ore al giorno.
Si è, infine, auspicata la riattivazione delle conferenze annuali dei servizi, grazie alle quali far partire un processo di partecipazione, sia a livello aziendale che regionale, di tutti i portatori di interesse, che possa contribuire a migliorare l’intero sistema. “Se venissero accettate le proposte da noi avanzate – ha poi concluso Bendini – sarebbe possibile raggiungere il traguardo del pareggio di bilancio, migliorando, allo stesso tempo, la gestione della sanità umbra”.









