Tre studenti umbri: Lucia Perugini, Raffaele Maicon Buglione ed Alessio de Colle della 4^b geometri del polo tecnico “Franchetti – Salviani” di Città di Castello, con i propri docenti accompagnatori, sono state invitati a Milano il 10 e l’11 giugno -ospiti di Fai e Iulm – per intervenire alla cerimonia di premiazione del torneo del paesaggio, svoltasi presso l’Università IULM, e per partecipare a esclusivi eventi culturali e ricreativi.
Il premio che i ragazzi hanno ottenuto, ex equo con altri due gruppi, attiene al modo accurato, semplice e qualitativamente valido con cui è stato descritto il valore educativo della didattica innovativa adottata nelle Scuole Rurali Umbre Montesca e Rovigliano. L’interesse del progetto risiede, soprattutto, nell’intuizione di considerare questo bene un vero e proprio “Intangible Cultural Heritage”, capace di rappresentare un legame con il passato, ma anche e soprattutto essere un motivo di continuità nel presente e nel futuro.
La serie di profonde e rivoluzionarie innovazioni sperimentate nel lavoro quotidiano delle scuole rurali cambiò per sempre la concezione stessa di didattica, contribuendo alla creazione di una serie di prassi e di azioni educative che restano ancora oggi assolutamente attuali. L’approccio delle due scuole rurali metteva al centro la creatività del bambino e la sua capacità espressiva, indicava come un elemento della prassi pedagogica il luogo dove le attività venivano sviluppate, inteso come “ambiente di apprendimento”, attuando per la prima volta l’idea che lo spazio si dovesse adattare al bambino e non il bambino allo spazio, creando ambienti educativi dove i bambini fossero liberi di discutere e di disegnare.
Il metodo si sviluppa ancora oggi e viene proposto tenendo conto del nuovo contesto sociale e tecnologico.
Nel 2002 il Centro Studi Villa Montesca è stato fondato per sviluppare il metodo e attualizzarlo.
L’edizione di quest’anno aveva come tema centrale i beni immateriali riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, che definisce “patrimonio culturale immateriale” tutte le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, le abilità, ma anche gli strumenti, i manufatti e gli spazi culturali associati a questi ultimi che le comunità riconoscono come parte della loro identità culturale e che trasmettono di generazione in generazione.
Una gara di cultura e ricerca a squadre nata come appuntamento annuale “classico” nel panorama dei tornei studenteschi. La prova si basa sulla convinzione che l’educazione dei giovani alla conoscenza e alla tutela del paesaggio sia di fondamentale importanza per il futuro del Paese.
Convinzione che anima l’agire del FAI così come quello dell’Università IULM che, non a caso, proprio alla salvaguardia del territorio e alla valorizzazione dei beni artistici/culturali dedica specifici percorsi formativi.
Grandissima anche quest’anno la partecipazione: quasi 9.000 studenti hanno partecipato alla fase eliminatoria svolta nei propri istituti e circa 670 ragazzi sono stati impegnati nella fase regionale.
Tra i 51 semifinalisti, provenienti da tutta Italia, con una prevalenza di partecipazione dal Nord (42%), sono stati proclamati i tre vincitori nazionali da una giuria composta dai docenti delle discipline relative ai beni culturali dell’Università IULM e dagli esperti del Settore Scuola del FAI, che hanno particolarmente apprezzato la precisione e l’accuratezza dei lavori realizzati dagli studenti.
– Liceo Scientifico “A. Einstein” di Rimini, bene immateriale candidato: Le Vele al Terzo
– Liceo Scientifico “B. Cairoli” di Vigevano (MI), bene immateriale candidato: L’artigianato calzaturiero vigevanese








