Meno quantità e più qualità della produzione del vino d’Orvieto è l’appello di Coldiretti Terni che vede del buono nella scelta della riduzione della produzione per ettaro del vino ritenendola la strada da percorrere “per valorizzare e ridare una maggiore dignità economica a questa eccellenza agricola”.
Si pone l’accento sulla riduzione della produzione, ma sembra che non si sia neppure troppo entusiasti della qualità.
Ed in effetti è dubbio che in una situazione di contrazione generale dei consumi ridurre le quantità per alzare il prezzo sia un toccasana ed invece non si risolva in un boomerang
Massimo Manni presidente Coldiretti Terni, ritiene che “occorra che tutto il mondo vitivinicolo del territorio, prenda maggiore coscienza di come sia la qualità e non tanto la quantità delle produzioni, la prerogativa che può fare la differenza nel mercato, così come è sempre più necessario uno sforzo comune e coerente nelle strategie commerciali da porre in essere.
Solitamente infatti – aggiunge Manni – la quantità prodotta è il primo e più importante elemento che condiziona il valore dei vini e quindi il prezzo del mercato, che comunque è influenzato anche dalle varie scelte imprenditoriali, a volte dimostratesi poco adeguate.
Specie in questa difficile fase economica – conclude Manni – occorre operare con un’unità di intenti per il rafforzamento del comparto: proprio in quest’ottica, tra l’altro, siamo impegnati affinché il Piano di valorizzazione del vino umbro, dopo aver recepito le esigenze dei produttori, venga alla luce al più presto, creando le condizioni per ridare ossigeno alle imprese agricole.”








