Il caldo non dà tregua e pertanto prosegue in Umbria lo “stato di emergenza calore”, per altri 3 giorni, sabato 7, domenica 8 e lunedì 9 luglio, nei quali vengono attivati i servizi necessari alla tutela della salute della popolazione.
Un caldo che sta aggravando anche la crisi idrica che finalmente, con un decreto firmato dal Presidente del Consiglio dei ministri, è stato riconosciuto ufficialmente così come richiesto dalla Regione.
Ciò dovrebbe consentire di fronteggiare la preoccupante carenza di acqua, che sta interessando l’Umbria, con maggiore efficacia e celerità, mettendo in atto con procedure più snelle e veloci il Piano di interventi per l’emergenza idrica per il quale sono immediatamente disponibili circa 6 milioni di euro.
Al decreto tuttavia dovrà seguire ora l’ordinanza contenente modalità e criteri che permetteranno di contrastare l’attuale situazione.
Intanto anche i Sindaci fanno quel che possono
È consentito il riempimento di piscine oggetto di attività commerciale o associativa soltanto con il previo contatto del gestore del Servizio Idrico per concordare modalità e precauzioni.
La Polizia Locale e la Forza Pubblica sono incaricati del controllo e dell’esecuzione della presente Ordinanza. I contravventori saranno puniti secondo le disposizioni di legge.
Si tratta quindi di adottare comportamenti individuali responsabili dal punto di vista civico, limitando al massimo anche i consumi per usi domestici.
Vista inoltre la natura collettiva del problema chiederò anche ad altri colleghi di adottare provvedimenti analoghi che mettano al riparo da usi impropri un bene fondamentale quale è l’acqua”.








