Gli impianti a biomasse crescono come funghi inUmbria e la gente, che già si chiede, quante biomasse ci siano in giro e preoccupata ed allarmata.
L’ultima istallazione salita all’attenzione è nel comune di Montecchio di Terni in località Gugnolo e, secondo una interrogazione in Provincia del consigliere Giampiero Lattanzi (Pd)., sono già in essere movimenti spontanei di cittadini di Madonna del Porto, Tenaglie, Poggio, frazioni dei comuni di Montecchio e Guardea per costituire comitati spontanei in difesa del proprio territorio dall’impianto di bio gas”.
“Nell’area al confine con Guardea – ha detto il consigliere – sarebbero già iniziate le opere di picchettamento del cantiere.
Quest’area è limitrofa al limite territoriale dell’area naturalistica dell’Oasi di Alviano, la zona interessata risulta di particolare pregio ambientale ed è rimasta praticamente integra, al punto che in prossimità dell’ingresso all’Oasi ci sono ben due attività di ristorazione e una nota e rilevante attività agro-alimentare specializzata nelle produzioni tipiche.
Poco più a valle del presunto insediamento si trovano inoltre i pozzi di captazione idrica per il pubblico acquedotto di Montecchio, al momento gestiti dal Sii le cui falde potrebbero essere interessate dall’impianto.
Quest’area è limitrofa al limite territoriale dell’area naturalistica dell’Oasi di Alviano, la zona interessata risulta di particolare pregio ambientale ed è rimasta praticamente integra, al punto che in prossimità dell’ingresso all’Oasi ci sono ben due attività di ristorazione e una nota e rilevante attività agro-alimentare specializzata nelle produzioni tipiche.
Poco più a valle del presunto insediamento si trovano inoltre i pozzi di captazione idrica per il pubblico acquedotto di Montecchio, al momento gestiti dal Sii le cui falde potrebbero essere interessate dall’impianto.
Appare quindi almeno singolare che nella fase storica “dell’Unione dei comuni” delle “aree vaste” e dei tanto declamati progetti condivisi di valorizzazione dei prodotti e del territorio, uno dei comuni possa aver agito unilateralmente, senza alcun confronto con quelli limitrofi, ancor più trattandosi di un impianto da ubicarsi praticamente sul confine geografico con Guardea ed ancor più senza confronto con la Provincia”.
Intanto in provincia di Perugia, dove non mancano certo le proposte di impianti di bio gas, si sostiene che l’Umbria di “energia verde” ne ha addirittura troppa.
Secondo Roberto Pellegrino del Movimento Perugia Civica “in Umbria la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabile è in forte anticipo avendo già superato nel 2010 la quota del 26% da raggiungere entro il 2020.
E’ quindi evidente che per il perseguimento degli obiettivi in materia di fonti rinnovabili si deve dare maggiore impulso ai settori calore e trasporti e all’efficienza energetica, che richiedono, tra l’altro, minori investimenti rispetto a quelli necessari alla produzione di energia elettrica da FER” ed “in questo contesto il perseverare in una politica regionale di forte incentivazione alla produzione di energia elettrica rinnovabile con impianti a biomasse e biogas appare alquanto immotivata e fuori luogo.”
E’ quindi evidente che per il perseguimento degli obiettivi in materia di fonti rinnovabili si deve dare maggiore impulso ai settori calore e trasporti e all’efficienza energetica, che richiedono, tra l’altro, minori investimenti rispetto a quelli necessari alla produzione di energia elettrica da FER” ed “in questo contesto il perseverare in una politica regionale di forte incentivazione alla produzione di energia elettrica rinnovabile con impianti a biomasse e biogas appare alquanto immotivata e fuori luogo.”









