La secessione del territorio tuderte dalla provincia di Perugia potrebbe essere stata già imposta in secrete stanze, passando sopra – sia che sia opportuna sia che non lo sia – alle idee ed ai desideri della popolazione locale, che ha tutto il diritto di esprimersi al pari di quelli di Terni o Perugia.
Non sono mancati segnali in questo senso e non sono mancati soggetti tuderti che si sono spesi per “cause ternane”.
La vicenda dell’idea di accorpare Todi ad Orvieto per salvare quel Tribunale non aveva, ovviamente, basi solo sulla rupe e qualcuno se ne era fatto portavoce, salvo essere poi smentito dall’avvocatura tuderte, che non aveva mancato di richiamare all’ordine chi trattava sotto banco.
Ma ora un ulteriore segnale della concretezza e della persistenza dell’idea di fare di Todi il nord della provincia di Terni si riaffaccia proprio ad opera del popolo della libertà di Todi che, in un comunicato in cui dopo aver pianto sul latte versato ( la chiusura della sezione distaccata degli uffici giudiziari ), afferma che il “Sindaco è convinto che Todi passi sotto il Tribunale di Perugia.
Evidentemente, non avendo ancora ben capito la delicatezza della sua funzione, non si informa, non approfondisce, non si prepara e così non ha nemmeno compreso che la Sezione distaccata di Todi, non soltanto è stata chiusa, ma è stata accorpata al Tribunale di Terni (e non di Perugia !)
Il Popolo della Libertà chiederà pertanto la possibilità di convocare un grande Consiglio Comunale aperto, con la partecipazione degli avvocati, dei commercianti, dei cittadini e di tutti gli operatori".
Se fosse come sostengono i "bene informati", è chiaro che i semi gettati da qualcuno, quando si parlava di Giustizia, stanno germogliando in una serra ben protetta, dove si curano e si coltivano gli interessi di pochi esemplari "preziosi" per far produrre miele alle api









