Da un'analisi a campione risulta che ben il 90% dei produttori segnala di aver esportato vino, ma nel totale l'esportazione di vini umbri nel resto del mondo costituisce appena lo 0,9% del totale italiano
vino

Per la promozione delle produzioni vinicole umbre di qualità, dal 2009 ad oggi, sono stati stanziati dalla Regione oltre 11 milioni e 315mila euro, circa 5 milioni e 560mila euro dei quali per l’attuazione della misura 133 del Programma di sviluppo rurale e oltre 5 milioni e 755mila euro per la misura “promozione sui mercati dei Paesi terzi” dell’Ocm vino.

A fronte di ciò, tuttavia, il vino umbro presenta una scarsa propensione all’export (nel 2011 28,8 milioni di euro; lo 0,9 per cento rispetto al dato nazionale).
Lo scorso anno, però, le esportazioni sono riprese a crescere con miglioramenti sui principali mercati in cui sono apprezzati i vini imbottigliati umbri: Stati Uniti (+ 15%), Germania (+ 12%), Regno Unito (52%), Danimarca (+175%).

Ma, per il vino potrebbe valere in modo particolare quanto scrive Confindustria Umbria nel report trimestrale; "uno dei nodi strutturali dell’economia umbra: la minore autonomia di presenza sui mercati esteri, sì che anche gli stimoli provenienti in qualche misura dal commercio internazionale non assicurano un proporzionale sostegno in termini di produzione e ordinativi.
Così, la misura in cui la presenza all’estero di prodotti umbri è mediata da committenti o da distributori di altre regioni nelle circostanze attuali corrisponde ad una misura dello "spread" di impatto interno degli impulsi esercitati dal commercio internazionale."

I dati sono emersi nella riunione d’insediamento del gruppo di lavoro istituito dalla Giunta regionale per estendere il confronto e la partecipazione sui lavori preparatori del “progetto speciale vino”, per la cui predisposizione la Regione si sta avvalendo dell’assistenza tecnica di “Inea”, l’Istituto nazionale per l’economia agraria, e della società di ricerca “Nomisma”.

Dai risultati preliminari del campione di imprese individuate per l’analisi diretta dell’offerta produttiva e delle esigenze del settore
(29 quelle che hanno finora risposto, mentre sono stati inviati questionari ad altre 35 imprese vitivinicole proposte dalla Regione Umbria e sono state ricontattate altre 18 che non hanno risposto al primo invio), emerge  tra l’altro che il 90 per cento ha esportato i propri vini all’estero nel 2011, in prevalenza (91%) avvalendosi di grossisti e importatori. 

 Il mercato più consistente è quello dei Paesi Ue (47%), con i mercati più importanti rappresentati da Germania, Gran Bretagna, Olanda e Danimarca. Seguono gli Stati Uniti (27%), ma il vino umbro si apprezza anche in Giappone (6%), Canada e Svizzera (5%), Russia (3%), Cina (2%) e Brasile (1%).
Nei prossimi anni, circa il 75% delle imprese intende commercializzare i propri prodotti in nuovi mercati esteri, guardando con interesse soprattutto a Cina, Canada, Stati Uniti, Brasile, ma anche a Russia e Svezia. 

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