In periodi oscuri può essere un buon metodo per rischiarare le menti dei contemporanei.
Approda anche a Montecastello di Vibio, sabato 18 agosto 2012 in P.zza Vittorio Emanuele II alle ore 21,00, una performance musical – recitativa d’impronta storica che ruota intorno alla vita dell’Eroe dei due Mondi :“L’autunno del Generale ovvero l’improbabile intervista”:
E’ un testo di Beppe Chierici che vedrà protagonista oltre all’autore anche Mireille Safa. L’attore-regista Beppe Chierici ha immaginato che, ai giorni nostri, una giornalista inglese del prestigioso Times di Londra si rechi a Caprera per intervistare il generale Garibaldi.
In esso vi sono contenuti storici, citazioni e aneddoti rigorosamente documentati e verificati.
L’intenzione dell’autore del testo è quella di fare raccontare i fatti più salienti dell’ Unità d’Italia da colui che ne fu uno dei suoi più grandi artefici e protagonisti.
L’Intento della giornalista è quello di ripartire dall’isoletta sarda con conferme e certezze sul ruolo svolto da Garibaldi durante tutto il Risorgimento, di metterne in luce gli ideali, i fatti, le gesta, le conseguenti motivazioni che li hanno ispirati e le eventuali contraddizioni; il tutto senza nessuna enfasi, né retorica.
Stimolato dalle domande della giornalista, Garibaldi si racconta, dice la “sua verità” storica e privata, ripercorre la sua epopea, senza trascurare i numerosi aneddoti che l’hanno caratterizzata, le casualità che hanno contribuito, spesso involontariamente, a creare la leggenda dell’eroe.
Parla della Repubblica Romana, dei giovanissimi eroi morti per essa, del suo conflitto con Mazzini, che vuole sostituirlo nel comando, che gli impedisce di inseguire il francese Oudinot e di ributtarlo definitivamente a mare e salvare la Città Eterna.
Definisce Mazzini un indeciso “Che parla al popolo senza conoscerlo”.
Il generale non risparmia le sue critiche ai dottrinari, agli intellettuali, ai falsi maestri che mandano gli altri in battaglia e si autoglorificano definendosi “i soli, autentici puri”.
Racconta la rabbia e l’amarezza della sconfitta a Roma nel ’49, la ritirata dalla città con quattromila uomini e il suo conseguente fallito tentativo di correre in aiuto di Venezia, rievoca la straziante morte di Anita e la sua fuga solitaria e disperata attraverso le Romagne, l’Appennino e la Toscana.
Ricorda il nuovo esilio a New York e in seguito sui mari di mezzo mondo.
Si commuove nel ricordare la più straordinaria delle sue imprese: l’epopea dei Mille, nel 1860.
Analizza con acutezza la situazione socio-politica del meridione.
Parla con ammirazione dei suoi compagni d’armi, che erano al suo fianco sul campo dell’onore e che lo hanno servito sempre fedelmente: Cosenz, Türr, Milbitz e Medici, il più amato fra i suoi generali.
Si anima nell’illustrare il suo viaggio trionfale attraverso la Sicilia e il regno di Napoli, osannato dalle popolazioni liberate del Meridione d’Italia, descrive la grande battaglia del Volturno, un capolavoro di strategia, che definisce “Una vittoria da manuale”.
La serata è inserita nell’ambito delle iniziative estive che accompagneranno il paese umbro fino ai primi di settembre.









