Resta confermata anche in Umbria, come a livello nazionale, l’onda lunga della progressiva terziarizzazione dell’economia.
Addirittura la crisi ne accentua la velocità quindi, secondo Confcommercio Perugia, la crescita passa dai servizi, oppure crescita non ci sarà.
Addirittura la crisi ne accentua la velocità quindi, secondo Confcommercio Perugia, la crescita passa dai servizi, oppure crescita non ci sarà.
Un’analisi che lascia qualche dubbio, perché i “servizi” sono appunto al servizio dell’altra parte dell’economia e quando la crescita non va di pari passo c’è qualche cosa che non torna.
In Umbria le imprese di servizi registrate a fine 2011 erano 96.266, con una variazione del +7,7%, rispetto al 2000: la voce prevalente è quella dei servizi in senso ampio, con 47.803 unità, e un incremento di ben il 19,3% negli ultimi 11 anni.
Il settore servizi è seguito dall’industria, con 24.112 unità (il 25% del totale) e un +6,8% nel periodo 2000-2011; l’agricoltura contava 18.259 aziende nel 2011, con un trend negativo pari a –13,8%.
All’interno della macro area “servizi”, che con il 66,5%, seguita dall’industria con il 30,3% e dall’agricoltura, con il 3,2%, rappresenta la maggior fonte di occupazione, sono collocati: il commercio, con 22.275 imprese (il 23,1% del totale), i servizi di alloggio e ristorazione, con 5.917 unità (pari al 6,1%), gli “altri servizi”, con 19.611 imprese (il 20,4% del totale), tra cui sono comprese, ad esempio, trasporti e magazzinaggio, servizi di comunicazione e informazione, attività finanziarie e assicurative, attività immobiliari, agenzie di viaggio, etc.








