L’ultima, sul famoso riordino, è del Capogruppo dell’Udc in Consiglio Provinciale di Perugia Maurizio Ronconi il quale dà per scontato che in Umbria non si potrà avere più di una provincia ed avanza una proposta che ribalta gli schieramenti.
“Basta con i giochi dei tre bicchieri e con l’illusione della moltiplicazione dei pani.
Le note interpretative del ministero della Funzione Pubblica parlano chiaro – dice Ronconi -. Non saranno consentite operazioni di "copia incolla" di territori per garantire la sopravvivenza di tutte e due le province umbre. Continuare nell’equivoco non si fa il bene dell’Umbria e si rischia di far trovare di fronte all’atto compiuto l’intera provincia di Terni.
Molto meglio impegnarsi da subito su una nuova organizzazione istituzionale regionale che preveda una provincia con sede legale a Terni”.
L’ex senatore, molto avvedutamente, parla di sede legale a Terni ma non di denominazione della Provincia, sul cui nome si rischiano le barricate, non avendo altro a cui pensare, a meno che anche stavolta, come per l’aeroporto dell’Umbria, non si ricorra ai Santi.
Questo del nome da dare alla Provincia potrebbe essere il gioco dell’autunno, sempre che i perugini, che hanno dalla loro la legge, siano disposti a mollare.
- Redazione
- 5 Settembre 2012









