La paura corre sul filo era il titolo di un famoso film del passato, ma i fatti del Consiglio Regionale del Lazio lo hanno reso di nuovo attuale soprattutto perché i romani, senza voler generalizzare con le accuse, hanno giustamente chiesto cosa facessero gli altri mentre i primi “rubbaveno” al riparo di norme fatte in casa.
Ed allora anche i politici dell’Umbria mettono le mani avanti, sperando che – ove dovessero cadere – almeno non batteranno il muso. Se basterà si vedrà.
Per adesso si sono visti il presidente del Consiglio regionale dell’Umbria Eros Brega, insieme ai componenti dell’Ufficio di Presidenza (vice presidenti Damiano Stufara e Andrea Lignani Marchesani; consiglieri segretari Fausto Galanello e Alfredo De Sio), fornire i dati relativi ai costi dell’Istituzione, con particolare riferimento alle indennità dei consiglieri, alle spese dei gruppi ed a quelle degli organi istituzionali
L’indennità minima netta annuale di un consigliere è pari a 70.464 euro nel 2012 (era di 75.184 nel 2010) che sarebbero 5.420 euro per 13 mensilità; l’indennità minima lorda annuale è di 145.951 euro nel 2012 (era di 149.951 nel 2010).
In base al meccanismo premiale introdotto nel 2011 si può arrivare ad una differenza massima in aumento di circa 7mila euro sia per il netto che per il lordo.
Il contributo fisso annuale spettante ai gruppi (489.600 EURO) è così ripartito: 144.000 euro per il PD (13 consiglieri); 86.400 per il PDL (7 consiglieri); 38.400 per IdV, Socialisti e Gruppo misto (due consiglieri ciascuno); 28.800 per Prc-Fds, Udc, Per L’Umbria, Lega Nord, Marini per l’Umbria (un consigliere ciascuno).
Ogni gruppo consiliare ha a disposizione un fondo per le seguenti spese connesse all’espletamento del mandato istituzionale e attinenti ai fini istituzionali del Consiglio regionale: stampa manifesti e pubblicazioni; studi, convegni e consulenze; postali e telefoniche; trasferte, missioni e spese di rappresentanza; cancelleria; libri, riviste, periodici e quotidiani. Al di fuori di quelli previsti dalla “3/’96”, non esistono altri finanziamenti, diretti o indiretti, per il funzionamento dei gruppi.
Le spese sostenute vanno corredate di idonea documentazione contabile giustificativa (fatture, ricevute e scontrini).
Ci sono poi le spese del personale dei gruppi che negli anni 2012 e 2011 sono state 919.433 euro
Il costo complessivo del Consiglio scende dai 23.195.228 euro del 2010 ai 21.252.581 del 2012, (nel 2011 era di 21.746.479).
Per le indennità dei consiglieri si passa dai 6.009.702 euro del 2010 ai 4.877.090 del 2012, (nel 2011, 4.915.907).
Le spese di rappresentanza (Presidente e Ufficio di presidenza) che ammontavano a 110.700 euro nel 2010 sono scese a 25.620 nel 2012, e a questo proposito il presidente Brega ha sottolineato che “mentre noi su questa come altre spese ci siamo attenuti, come anche proposto dalla segreteria generale e dai nostri uffici, a quanto stabilito dalle disposizioni nazionali che stabilivano un taglio dell’80 per cento a queste spese, altri non lo hanno certo fatto.
Il presidente del Consiglio regionale del Lazio poteva disporre infatti di un fondo di circa 1milione 500mila euro per spese di rappresentanza, contro il nostro di 25mila. Perché nel nostro Paese c’è chi come noi osserva la legge e ad altri è invece consentito glissare?”.









