Le tentazioni secessionistiche del Nord Italia potrebbero calmarsi all’ombra di un vulcano, se questo non fosse sottomarino, che si trova nel Sud d’Italia e che potrebbe assicurare energia elettrica a buon mercato a tutta la nazione. Questo ovviamente se la ricchezza ritrovata non stimolerà la rinascita del regno delle due Sicilie.
Al largo delle coste tirreniche di Sicilia, Calabria e Campania, infatti, c’è un grande vulcano sottomarino che non viene ritenuto molto tranquillo ma che nel remoto passato sembra non abbia mai procurato danni alla costa, distante 80 -100 km, con maremoti in occasione di eruzioni.
Il vulcano è molto grande, 70km x 30 km, è l’acqua penetra al suo interno che è perciò come un bollitore sotto pressione, con la temperatura dell’acqua intorno ai 500 gradi
L’occasione ha dato il via ad un progetto che ha già individuato le zone dove si potrebbe perforare per estrarre il vapore ed ora si sta aspettando di fare i primi pozzi. Non ne servirebbero molti perché con soli 4 o 5 si potrebbe produrre tanta energia elettrica quanta ne fa una centrale atomica di media potenza da 200 megawatt.
Sembra che il Ministero dell’Ambiente guardi con favore al progetto di andare a “stuzzicare” il gigante che dorme.
Non sono però noti i costi e non s’è fatto alcun confronto con progetti made in Italy, meno invasivi ( come il Kitegen), che sono pronti per essere industrializzati o con la cd. fusione fredda di Rossi e Focardi la quale ha avuto tanti di quei “replicatori” da far ritenere che ormai sia molto più di un’ipotesi.
A proposito di quest’ultimo, lo stesso Rossi ha annunciato importanti novità che sarebbero emerse dagli ultimi test e che dovrebbero far "esplodere" sul mercato i suoi E-Cat










