La Ugl che denuncia il "silenzio assordante" del Governo nazionale, ha promosso uno studio per verificare se ci sono motivi legali che possano contrastare l'operazione tedesco- finlandese
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La preoccupazione per la sorte delle acciaierie di Terni non scema e le organizzazini sindacali si danno da fare per tenere alta l’attenzione, ciascuna facendo la sua parte.
Anche l’Ugl è mobilitata e scrive:
"In questi giorni dove la siderurgia balza sulle cronache nazionali per le due vertenze che stanno mettendo in gioco il futuro industriale dell’intero paese, come quelle di ILVA di Taranto (a tal proposito esprimiamo la massima vicinanza e solidarietà alle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici pugliesi  per la tragedia di ieri) e della Inoxum-Outokumpu di Terni, l’UGL sta monitorando con molta attenzione ciò che sta accadendo sullo scenario nazionale ed internazionale riguardo alla possibilità di ridare un futuro sereno alla nostra città.

Condividiamo il lavoro che le organizzazioni sindacali hanno portato avanti sino ad oggi su questa vertenza che sta mettendo a rischio l’intera economia ternana.
Notiamo altresì un assordante silenzio da parte di istituzioni importanti come il Governo che ancora, ad oggi, non ha inteso convocarci entro il 30/11/12, come da nostra richiesta inviata la scorsa settimana (n.d.r. 20 nov.12) a tutti i deputati umbri e all’attenzione del MISE.
L’unica certezza finora è quella della notizia dell’arrivo di Bersani in Acciaieria che incontrerà le OOSS del sito ternano “per analizzare insieme la vertenza di cui l’azienda è oggetto da mesi”, come recita l’invito del PD ternano.

Ma a questo silenzio assordante dobbiamo sottrarci impugnando i megafoni e far capire che il sito di Terni è a rischio smantellamento e che questa è una vertenza nazionale diversa ma importante quanto quella dell’ILVA di Taranto.
Per tale motivo la nostra segreteria Territoriale, ha dato mandato allo studio legale dell’Avv. Paolo Crescimbeni per lo studio di fattibilità di un possibile ricorso contro il pronunciamento dell’Antitrust Europeo sulla fusione  Inoxum-Outokumpu, deliberata lo scorso 16 novembre, parimenti alle iniziative che stanno valutando in merito le segreterie nazionali di tutti gli altri sindacati metalmeccanici presenti in AST.
Un impegno arduo e tortuoso che cercheremo di percorrere qualora valuteremo confermate le nostre supposizioni del paventato smantellamento della nostra storica acciaieria."

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