Nel corso di quest’anno, l’esperienza del “Caffè filosofico” a Todi compirà 5 anni. Infatti, il primo incontro del “Caffè filosofico” tuderte si è svolto il 6 ottobre 2008 presso il “Caffè Serrani”, ubicato nella magnifica Piazza del Popolo, sul tema “L’anima e le sue passioni”.
Questo “anniversario” costituisce l’occasione per una breve riflessione sulle caratteristiche davvero peculiari dell’esperienza tuderte. In primo luogo, va sottolineata la novità, con ogni probabilità unica in Italia, rappresentata dalla partecipazione, sin dal primo incontro, degli studenti della Scuola media cittadina “Cocchi-Aosta”, assieme agli allievi del Liceo “Jacopone da Todi”.
Proprio la presenza congiunta di discenti non ancora introdotti allo studio istituzionale della filosofia e di studenti invece già “abituati” alla trattazione di tematiche filosofiche ha generato una inedita e stimolante sperimentazione delle opportunità di un dialogo filosofico non paludato o accademico, ma piuttosto in grado di sondare adeguatamente l’habitus filosofico che alberga nella mente di ciascuno di noi, indipendentemente da studi specifici “istituzionalizzati”.
D’altro canto, come ci hanno magistralmente spiegato Platone e Aristotele, l’attività filosofica nasce, in prima istanza, dall’esperienza del θαυμάζειν, ovvero dalla meraviglia che gli esseri umani provano nei confronti della bellezza, immensità e varietà della natura e del cosmo. Pertanto, la ratio profonda del “Caffè filosofico” tuderte va ricercata nel coinvolgimento delle giovani menti dei partecipanti in momenti di riflessione filosofica non appesantiti da “sovrastrutture” canoniche o pre-confezionate; tuttavia, va sottolineato come la naïveté dell’approccio filosofico degli alunni della Scuola media sia stata, per così dire, contemperata dall’attitudine ormai più sistematica degli studenti liceali, dando vita ad una sintesi dialogica certamente produttiva e in molte occasioni davvero affascinante.
In altri termini, la presenza di allievi non provenienti da studi filosofici preliminari ha costituito una vera e propria “palestra” di sperimentazione di un modo nuovo e promettente di “filosofare” al di fuori dell’ora istituzionale di filosofia tipica dei Licei. Per gli adolescenti, in realtà, il bisogno di “fare filosofia” è particolarmente attuale, in un tempo storico in cui, come afferma il Prof. Livio Rossetti (uno dei “pionieri” in Italia della Philosophy for children), “la società li avvolge in condizionamenti sempre più irresistibili che vanno dalla moda alle canzonette, dai balli agli sport, dall’elettronica ai divi, dalla moto ai primi approcci amorosi e oltre”. Di fronte a queste “sirene” spesso illusorie e superficiali, la Scuola può cercare di offrire strumenti utili per una lettura critica della realtà, a partire da momenti di conversazione che siano però rigorosamente non-competitivi, in cui non si pensa al risultato in termini di profitto e di valutazione, ma si prova a ragionare insieme.
Pertanto, in questi anni il “Caffè filosofico” tuderte si è caratterizzato come un’opportunità formativa importante per gli adolescenti, esercitata in un ambiente “conviviale”, particolarmente adatto quindi a stimolare l’esercizio del pensiero in modo piacevole e spontaneo; a tale proposito, va precisato che, negli ultimi tre anni, la sede “ufficiale” del “Caffè filosofico” di Todi si è spostata dal “Caffè Serrani” alle bellissime sale affrescate del “Circolo sociale tuderte”, anch’esso situato in Piazza del Popolo e dotato comunque al suo interno di un punto di ristoro: chissà allora che non sia il caso di denominare in futuro l’esperienza tuderte “Il Salotto filosofico”!
Certamente, e al di là di eventuali dispute “nominalistiche”, si può affermare che la “cittadella filosofica” di Todi si è ben difesa in questi 5 anni ed ha fatto assaporare ai giovani partecipanti il gusto del dibattito filosofico, invitandoli a ragionare e a dialogare, a comprendere le ragioni degli altri in modo non competitivo, facendo valere la voglia di interrogarsi e di capire tipica dell’adolescenza, scoprendo assieme il valore della riflessione e rafforzando il sistema delle relazioni interpersonali, stemperando quindi eventuali pregiudizi e riserve mentali. Da questo punto di vista, è risultato molto importante il ruolo del “moderatore” o “animatore”, il bravissimo Prof. Marco Bastianelli, che, fin dal primo incontro nel 2008, si è proposto – con grande maestria e sensibilità – come “arbitro” deputato essenzialmente al coordinamento del dibattito e all’ascolto partecipe delle opinioni dei giovani allievi, senza assumere un atteggiamento “professorale” ed evitando di “entrare in partita” da “giocatore”. In tal modo, il Prof. Bastianelli ha fatto emergere, socraticamente, l’empito di verità tipico dell’età adolescenziale – e, a tale proposito, va sottolineato come gli studenti della Scuola media abbiano tenuto testa validamente ai colleghi del Liceo “Jacopone da Todi” -, ma al contempo è riuscito sapientemente ad incanalare il dibattito secondo coordinate filosofiche non estemporanee o inadeguate sul piano teoretico, evitando quindi che il dialogo si risolvesse in una semplice e anonima “chiacchierata”, priva dunque di una autentica caratterizzazione filosofica.
In conclusione, allora, occorre augurarsi che il “Caffè filosofico” di Todi possa proseguire negli anni a venire con la medesima freschezza e vitalità che ha incontrato il favore degli studenti e della cittadinanza nel suo complesso, continuando ad assolvere la sua funzione di “lievito” della coscienza filosofica degli adolescenti e della loro attitudine impareggiabile alla ricerca nei riguardi di sé stessi, degli altri e della realtà in generale.










