"SIAMOSOLONOI" con Michele Riondino e Maria Sole Manzutti. Musiche di Teho Teardo – Regia di Circo Bordeaux, sarà rappresentato al Teatro Comunale di Todi, sabato 26 gennaio 2012 ore 21
Lo spettacolo è il frutto di un progetto che il gruppo teatrale Circo Bordeaux sta portando avanti da ormai due anni, scrivendo e riscrivendo la sceneggiatura e la trama.
In scena i due protagonisti, il giovane Savino e Ada, una bambola di pezza, immersi in una scenografia sovradimensionata, che rappresenta una grande cucina, metafora della vita quotidiana.
In questa cornice si sviluppa "Siamosolonoi", un romanzo di formazione, la storia di una crescita, quella del protagonista Savino, fatta di alternanze fra privazione e liberazione, conquista e sconfitta: Savino è inizialmente un bambino chiuso in una stanza, che inventa un mondo di oggetti e cose, fra cui spicca la bambola Ada.
Così come Savino si dimostra poi un personaggio dall’età indefinibile, così anche Ada non si limita ad essere solo una bambola di pezza, ma si identificherà nella bambola di Savino, una sua proiezione personale.
Lo spettacolo finisce così per mettere in scena la lotta atavica fra maschile e femminile, le dinamiche adulte fatte di confronti tesi, e sentimenti di abbandono e senso di colpa.
Il rapporto fra Savino e la sua bambola è patologico, infantile, ossessivo, ma la lotta fra i due alterna momenti spietati a emozioni dolcissime.
Michele Riondino, che interpreta Savino, è uno degli attori più interessanti del panorama italiano recente, celebre per le sue interpretazioni de "Il giovane Montalbano" e de "Il segreto dell’acqua".
Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 19. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita.
E’ possibile, inoltre, acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbriawww.teatrostabile.umbria.it.
Si possono, infine, acquistare gli stessi presso la biglietteria del Caffè del Teatro Comunale (tel. 3296503331) di Todi venerdì 25 gennaio dalle ore 16 alle ore 19.30 e sabato 26 gennaio dalle ore 18 fino ad inizio spettacolo.
La giornata culturale sarà iniziata sempre sabato, 26 gennaio 2013, alle ore 17:30 a TODI, presso la Sala del Consiglio dei Palazzi comunali, dove si terrà un incontro con CORRADO AUGIAS per la presentazione del suo ultimo libro:I SEGRETI D’ITALIA (Rizzoli).
Interverrà la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. Il giornalista di Rainews, Roberto Vicaretti, intervisterà l’autore.
Corrado Augias inizia a narrarci i Segreti d’Italia col racconto di quando, bambino, vedeva i soldati americani che occupavano Villa Celimontana a Roma lanciare sigarette agli Italiani che non erano stati capaci di difendere il proprio paese.
Un ricordo d’infanzia, riemerso in età adulta, che la dice lunga sulla nostra storia e induce l’autore a riflettere sulla nostra vera essenza.
La questione di fondo diventa allora un interrogativo sulla contraddizione intrinseca degli Italiani, quella che colgono tanto le persone che ci osservano da fuori, quanto chi guarda dall’interno; la stessa contraddizione che ci vede rappresentati da due autori contemporanei ma antitetici come De Amicis e D’annunzio.
La stessa ambivalenza è riscontrabile nel contrasto fra i capolavori e gli artisti di fama mondiale, fra i fasti di Roma descritti da Leopardi e gli abusi edilizi di Napoli, fra la lotta partigiana che prese avvio dopo l’8 settembre 1943 e l’infausto declino della Serenissima.
Si potrebbe continuare all’infinito, e gli spunti che Augias ci fornisce nel suo excursus metastorico e metageografico sono davvero tanti, ma l’aspetto più importante su cui soffermarsi è la riflessione – sottesa a tutto il libro, ma portata in nuce solo alla fine – sul valore della memoria: da storico qual è Augias non può fare a mano di prendere il passato a riferimento del presente e soprattutto del futuro.
Solo così la domanda circa le dinamiche attuali del nostro Paese acquista un senso, solo facendo nostra la lezione di Benedetto Croce, imparando cioè a scavare nel passato – poiché è lì, in tutta la sua storia che si annida il carattere di un popolo -, che forse riusciremo a trovare una risposta al perché siamo come siamo: intelligenti, brillanti e geniali e insieme così poco inclini alla libertà, trasandati e disattenti.
Mescolare fatti realmente accaduti e storia della letteratura diventa così il modo migliore per scrivere il racconto di una nazione, lo strumento più adatto a scoprire la vera natura degli Italiani e il tentativo più che mai riuscito di fornire una spiegazione alle due antropologie, contrastanti ma intrinsecamente legate, che ci rappresentano








