Quasi 270 mila, secondo l'ultimo censimento, le persone ultra sessantenni residenti in Umbria nei cui confronti dovrebbero svilupparsi politiche di invecchiamento attivo o protetto
anziani

La struttura percentuale per età della popolazione in Umbria mostra che i residenti di 65 anni e oltre hanno oltrepassato la quota del 23% del totale della popolazione residente (rispetto al 20% del dato nazionale).
Ma se a questo dato aggiungiamo anche quelli che hanno tra 60 e 65 anni, si raggiunge il bel numero di 267.964 in grado, se volessero, di imporre un “loro” Presidente alla testa della Regione e scegliere da soli un buon numero di parlamentari; un bel numero, quello degli "anziani" e di chi si sta avvicinando alla terza età ovviamente, ma anche un bel problema.

classi etàmaschifemminetotali
60-6428.45130.44758.898
65-6922.86525.25048.115
70-7423.27327.14250.415
75-7918.72224.18642.908
80-8413.69721.43935.136
85-89  7.63915.24422.883
90-94  2.082  5.139 7.221
95-99    468  1.650 2.118
100 e più      46    224   270
Umbria117.243150.721267.964
Totale pop436.259470.227906.486

Sono quindi una categoria da trattare coi guanti gialli ed allora ben venga il Protocollo d’intesa firmato stamani a Perugia tra la Regione Umbria, l’Anci, il sindacato pensionati italiani SPI CGIL Umbria, la Federazione Nazionale Pensionati FNP CISL Umbria, Uil Pensionati UILP Umbria per assicurare attraverso politiche condivise ed azioni concertate, un livello adeguato di benessere alla  popolazione anziana, riservando una particolare attenzione alle persone anziane non autosufficienti.

La firma di questo Protocollo d’intesa molto auspicato anche dai rappresentanti dei sindacati dei pensionati e che coinvolge oltre ai sindacati, la Regione Umbria e l’Anci – è stato detto dalla presidente della Regione Umbria – sigla  l’impegno a perseguire in modo condiviso le finalità di sostegno alla riqualificazione e razionalizzazione del Welfare pubblico regionale in favore della popolazione anziana.

E’ stato quindi ricordato che nell’ambito della programmazione regionale le politiche in materia hanno assunto un ruolo prioritario e rilevante ed hanno portato all’emanazione della legge regionale a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo, frutto di un’ampia partecipazione a livello territoriale, e all’approvazione del regolamento in materia di autorizzazione al funzionamento dei servizi socio-assistenziali a carattere residenziale e semi-residenziale per le persone anziane autosufficienti.

“Questi sono anni difficili sul versante delle politiche sociali – è stato sottolineato dalla presidente della Regione Umbria – Anni in cui ci siamo trovati a fare i conti con un forte ridimensionamento di risorse.
Ora però, possiamo dire che come Giunta regionale abbiamo fatto bene a resistere
fronteggiando gli impegni economici con lo stanziamento di risorse regionali. Ed è quello che si spera di poter continuare a fare continuando a mantenere alta l’attenzione sulle politiche sociali.
Per tale ragione è stato istituito il Tavolo generale  del Welfare che ha dedicato e continuerà a dedicare attenzione alle necessità della popolazione anziana

Per la rappresentante dell’Anci, in questo momento caratterizzato da una profonda crisi che coinvolge anche le nuove generazioni, bisogna favorire l’incontro tra i giovani e gli anziani mettendo a leva le esperienze di quest’ultimi  a vantaggio di entrambi.
Roberto Tortoioli, per la UIL Pensionati UILP Umbria, ha ricordato che “in Italia solo due Regioni hanno dato importanza alle direttive dell’Europa sull’invecchiamento attivo e con la firma del Protocollo possiamo essere soddisfatti”.
Per Giorgio Menghini, della Federazione Nazionale Pensionati FNP CISL Umbria, tra le azioni prioritarie “c’è quella di lavorare per lo sviluppo dei servizi domiciliari a favore degli anziani. Grazie all’intesa di oggi – ha precisato –  riusciremo a fare dei passi in avanti anche in questa direzione”.
“Maggiore attenzione per il reddito dei pensionati”, è stata invece chiesta da Oliviero Capuccini, dello SPI CGIL Umbria. “Molti pensionati – ha detto – vivono con un reddito veramente basso ed è quindi importante tutelare il loro potere di acquisto”. 

A conclusione dell’incontro dall’Assessorato regionale alle politiche sociali, è stato evidenziato che, con la firma del Protocollo, si conclude un percorso di partecipazione dedicato alla popolazione anziana che ha portato all’approvazione della legge sull’invecchiamento attivo e all’emanazione del regolamento per le residenze dedicate agli anziani autosufficienti  che devono rispondere ai bisogni della persona anziana ancora automa e alle esigenze della propria famiglia  e che, in considerazione di ciò, devono essere collegati ai luoghi abituali di vita e al contesto comunitario di appartenenza.
Infine, dall’Assessorato è stato ricordato che la Regione ha destinato una parte delle risorse provenienti dal Fondo nazionale per la famiglia per sostenere azioni a tutela del benessere della popolazione anziana, così come una parte dei finanziamenti stanziati a favore delle famiglie vulnerabili sono stati indirizzate per servizi riservati alle persone non autosufficienti.  

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