Si può dire, in tutti i sensi, che sulla ricostruzione post terremoto, piova sul bagnato.
Dopo la necessità di modificare la legge regionale perché il Governo non è d’accordo che alle imprese edili da impegnare nella ricostruzione si chieda ciò che si chiede sempre quando si lavora con soldi pubblici, un altro inghippo
Il Sindaco di Marsciano, infatti, denuncia “il blocco dei pagamenti alle aziende che stanno lavorando alla ricostruzione post terremoto sta causando gravissime conseguenze economiche alle imprese stesse e ai loro lavoratori e disagi pesanti a tutta la popolazione interessata.
Nonostante già da ottobre 2012 la Regione dell’Umbria abbia chiesto il trasferimento dei poteri post emergenziali per la gestione della ricostruzione, tra il Dipartimento della Protezione civile e il Ministero dell’Economia e delle Finanze si è dato vita ad un balletto incredibile che ancora oggi, a distanza di 5 mesi, non ha prodotto l’Ordinanza di trasferimento dei poteri, tra cui quello di pagare le ditte che lavorano alla ricostruzione.
A leggere alcune delle carte che girano sembra davvero di essere su Marte, non ci si crede.
I soldi ci sono, ma sono fermi in attesa della firma del Ministro dell’Economia che abbiamo più volte sollecitato insieme alla Regione.
È evidente quanto tutto questo sia esemplificativo di uno Stato e di una struttura burocratica idiota e irresponsabile che permette a logiche cavillose e a burocrazie sempre alla ricerca di coperture per l’assunzione delle proprie responsabilità, di bloccare, in tempi così difficili e con un sistema bancario diventato ostile e inaccessibile, lavori e pagamenti a imprese impegnate nella ricostruzione post terremoto.
Mentre a noi vengono chieste risposte rapide e urgenti, in molte stanze sembra che tutto venga in tempo. Una situazione intollerabile. Tenere fermi oggi soldi disponibili è al limite del criminale.
Nel rinnovare la richiesta che tutto ciò si sblocchi stiamo valutando con i nostri legali se possano ricorrere gli estremi per portare all’attenzione della magistratura quanto sta accadendo. C’è un limite a tutto, meno che in Italia a quanto sembra."









