Nell’uovo di Pasqua i dipendenti della Sangemini hanno trovato una sorpresa incartata in un comunicato ermetico, fatto per far capire solo agli esperti e per mandare un messaggio sibillino, che riproduciamo di seguito.
SANGEMINI AVVIA LA PROCEDURA PREVISTADAL RECENTE DECRETO SVILUPPO
San Gemini, 29 marzo 2013 – Dopo un lungo contenzioso con il Comune di Fiuggi che ha
assorbito tempo ed ingentissimi risorse la Sangemini, lo scorso febbraio, ha presentato a
tutti gli stakeholders un piano di rilancio aziendale che prevede importanti investimenti per
lo sviluppo dei marchi di proprietà, il mantenimento dei livelli occupazionali, il
consolidamento e la crescita aziendale, nonostante il difficile momento.
Tale piano non è stato sufficientemente e tempestivamente sostenuto dagli altri soggetti coinvolti per cui in vista dell’imminente avvio della stagione estiva che prevede picchi produttivi, Sangemini, in maniera responsabile, ha deciso di avviare la procedura ex art. 161 l.f. comma 6 per potere affrontare serenamente le strategie dei prossimi mesi.
L’opportunità di tale procedura (prevista nel recente Decreto Sviluppo) prevede che nei
prossimi 60/180 giorni l’azienda presenti un nuovo Piano di Rilancio che la Sangemini
auspica venga responsabilmente sostenuto e condiviso nell’interesse di tutti.
SANGEMINI AVVIA LA PROCEDURA PREVISTADAL RECENTE DECRETO SVILUPPO
San Gemini, 29 marzo 2013 – Dopo un lungo contenzioso con il Comune di Fiuggi che ha
assorbito tempo ed ingentissimi risorse la Sangemini, lo scorso febbraio, ha presentato a
tutti gli stakeholders un piano di rilancio aziendale che prevede importanti investimenti per
lo sviluppo dei marchi di proprietà, il mantenimento dei livelli occupazionali, il
consolidamento e la crescita aziendale, nonostante il difficile momento.
Tale piano non è stato sufficientemente e tempestivamente sostenuto dagli altri soggetti coinvolti per cui in vista dell’imminente avvio della stagione estiva che prevede picchi produttivi, Sangemini, in maniera responsabile, ha deciso di avviare la procedura ex art. 161 l.f. comma 6 per potere affrontare serenamente le strategie dei prossimi mesi.
L’opportunità di tale procedura (prevista nel recente Decreto Sviluppo) prevede che nei
prossimi 60/180 giorni l’azienda presenti un nuovo Piano di Rilancio che la Sangemini
auspica venga responsabilmente sostenuto e condiviso nell’interesse di tutti.
L’accento messo su “sviluppo” non deve però trarre in inganno.
Quel sibillino ”ex art.161 l.f” significa che la società, dopo i guai e le perdite finanziarie derivanti dall’operazione su Fiuggi, è quasi rimasta a secco e quindi ha chiesto l’applicazione della legge fallimentare con l’istituto del concordato preventivo, cioè una fase di amministrazione sotto il controllo del giudice, al fine di far fronte all’esposizione debitoria in attesa di tempi migliori, che solitamente si presentano per i produttori di acque minerali nel periodo più caldo dell’anno.
Quel sibillino ”ex art.161 l.f” significa che la società, dopo i guai e le perdite finanziarie derivanti dall’operazione su Fiuggi, è quasi rimasta a secco e quindi ha chiesto l’applicazione della legge fallimentare con l’istituto del concordato preventivo, cioè una fase di amministrazione sotto il controllo del giudice, al fine di far fronte all’esposizione debitoria in attesa di tempi migliori, che solitamente si presentano per i produttori di acque minerali nel periodo più caldo dell’anno.
Per stabilizzare la situazione, poi la Sangemini, dovrà presentare un piano di rilancio dell’azienda e per questo lancia un appello a che non gli vengano frapposti ostacoli come, invece, sarebbe avvenuto nel recente passato, da parte di sindacati ed istituzioni umbre a cui la società addebita in pratica le attuali conseguenze






