Sono tante le organizzazioni: Altura, Amici della Terra,,Comitato nazionale del Paesaggio,
Comitato nazionale contro eolico e fotovoltaico in aree verdi, Comitato per la bellezza,Italia Nostra, Mountain Wilderness,Movimento Azzurrro Associazioni ambientaliste e comitati di cittadini dell’Orvietano, Coordinamento regionale umbro che, dimentiche delle tantissime antenne, padelle sui tetti della città e dei tanti pali che feriscono il cielo, gridano contro l’eventuale parco eolico sul Peglia: “Osano portare le loro torri anche in vista della città del Duomo. 18 pale eoliche alte 150 metri, cemento, decine di chilometri di nuove strade, sottostazioni elettriche e nuovi elettrodotti! “
E così si riuniranno ad Orvieto sabato 13 aprile 2013 “per affossare questa scellerata green economy che non rispetta la cultura, la storia, la salute e l’economia dei territori”.
Molte delle loro osservazioni ed opposizioni sono sicuramente degne di attenzione e forse il progetto sconta una grossa dose di speculazione, ma è il loro “furore” a senso unico ed il fatto che intendano porsi come rappresentanti integrali ed integralisti delle comunità che preoccupa, come se i giovani senza impiego, i pensionati alla fame e coloro che si alzano all’alba per lavorare e tornare a notte fonda non abbiano altro da fare che alzare lo sguardo al panorama: privilegio di chi ha la panza piena ed il cervello sgombro da preoccupazioni
Di questa sensazione si è fatta interprete Legambiente Umbria la quale dichiara il proprio sostegno della vertenza contro la realizzazione dell’impianto eolico del Monte Peglia, ma avverte che è inaccettabile l’opposizione tout court alle rinnovabili.
" Siamo dalla parte dei comitati e alle amministrazioni locali che si stanno opponendo alla realizzazione dell’impianto eolico del Monte Peglia – dichiara Alessandra Paciotto presidente di Legambiente Umbria – Le criticità che i comitati e le associazioni dell’orvietano hanno evidenziato le condividiamo pienamente. Un progetto che fa acqua da tutte le parti, non rispetta le linee guida regionali sulle rinnovabili e manca completamente della valutazione di incidenza".
" Nonostante questo però sabato non potremo essere ad Orvieto alla manifestazione al fianco delle altre associazioni ambientaliste e dei comitati locali – continua Alessandra Paciotto – che generalizzando considerano l’eolico e le rinnovabili la causa dello scempio del paesaggio italiano come viene scritto nel volantino che promuove la manifestazione".
" Le rinnovabili, compreso l’eolico e insieme all’efficienza energetica, sono la grande opportunità che abbiamo per uscire dalla dipendenza dalle fonti fossili – conclude Edoardo Zanchini vice presidente nazionale di Legambiente – vanno fatte bene e con regole chiare e precise, anche con il coinvolgimento e la partecipazione delle comunità locali.
Quello del Monte Peglia non va fatto perché è un pessimo progetto, ma non vuol dire che vanno bloccati gli impianti eolici in tutta Italia, visto che di esperienze eccellenti e virtuose ce ne sono tante".








