Il direttore del Festival tuderte risponde per le rime alle dichiarazioni di Lignani Marchesani: "non consento a nessuno di usare il Todi Festival per fini politici e, soprattutto, di non rispettare “il rango” della citta’ di Todi che e’ diventata anche la mia citta’"
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Vengo informato di improvvide dichiarazioni, rilasciate dal consigliere regionale Lignani Marchesani in riferimento al Todi Festival e, pur non essendo ancora cominciato il Festival, gia’ e mio malgrado, mi trovo costretto ad intervenire.
Non entro nel merito delle strumentali diatribe politiche di parte, perche’ non mi riguardano e non mi interessano.
Mi infastidisce, invece, il non rispetto della verita’ e la maldestra ricerca di visibilita’ politica.
Sono totalmente schierato in favore della promozione dell’immagine dell’Umbria tutta, aldila’ al difuori e al disopra di anacronistici campanilismi medioevali ai quali sono pervicacemente refrattario.
Ritengo che l’Umbria sia una regione straordinaria dal Trasimeno alla Cascata delle Marmore, da Orvieto a Foligno e ricca di grandi Festival che, tutti insieme, ne sottolineano il ruolo di capitale della cultura e dello spettacolo.
Detto questo, non consento a nessuno di usare il Todi Festival per fini politici e, soprattutto, di non rispettare “il rango” della citta’ di Todi che e’ diventata anche la mia citta’.
Che piaccia o no, Todi Festival e’ un Festival di grande successo: giovane, fresco, dinamico e di straordinario richiamo.
Lo e’ stato nel passato e, come sempre accade, ha avuto momenti di minore impatto e quest’anno, alla sola presentazione, il Festival e’ circondato da grande interesse e dalla piu’ ampia simpatia del pubblico, della stampa e dei media e volano di richiamo culturale e turistico per Todi e per tutta la regione.
Il nostro successo non minaccia la visibilita’ di nessuno ed ognuno, se ne e’ capace, provveda alla sua visibilita’
E Todi Festival merita e vale”ad abundantiam” il ruolo di grande Festival non solo dell’Umbria, ma di tutta la nazione.
Il consigliere si informi e studi la storia del Todi Festival.
Per quanto riguarda i contributi pubblici, semmai, c’e’ da sottolineare che, negli anni, il Todi Festival e stato sempre vittima della voracita’ altrui e sopraffatto dalle lamentose e stucchevoli questue da parte di chi si appoggia totalmente alle Istituzioni e ne conosce i meandri locali e ministeriali ai quali attingere.
Il bilancio del Todi Festival e’ alla luce del sole ed, al momento, parte con una delibera certa di 70 mila euro da parte del Comune di Todi.
Ovviamente, a fronte della qualita’, del numero degli spettacoli, della capacita’ di promozione di Todi e dell’Umbria e del grande interesse di pubblico, stampa e critica, ci aspettiamo che le Istituzioni comunali, provinciali e regionali facciano la loro parte, ma, a tutt’oggi, non abbiamo alcuna ulteriore informazione formale in merito e, in ogni caso e da sempre,Todi Festival, a differenza di altri casi, ha saputo ottenere successo con budget sempre limitatissimi e, nei casi in cui i ruoli delle Istituzioni non sono stati congrui, c’e’ sempre stato”il privato”che ha sopperito alle lacune.
E, tanto per essere chiari, personalmente sono assolutamente favorevole che festival e manifestazioni ricevano contributi pubblici in base e proporzionati all’effettivo richiamo culturale e turistico che esercitano, al contributo che danno alla promozione della citta’ in cui hanno sede, di promozione dell’Umbria e dell’appeal che esercitano nell’opinione pubblica e nei media.
E poi, tutto e’ estremamente facile, basta rendere noti tutti i contributi pubblici ricevuti, ripeto locali e ministeriali, e chiarire gli oggettivi e reali risultati ottenuti.
Il consigliere Lignani Marchesani avra’ certamente modo di scusarsi con la Presidenza della Regione, ingiustamente e slealmente tirata in ballo, scusarsi con il Todi Festival, contro il quale dice di non aver nulla da obiettare ma che, nei fatti, cerca di danneggiare e scusarsi con Todi.
E, soprattutto, scusarsi con la sua citta’ e con lo stesso Festival delle Nazioni che non credo abbia bisogno delle sue stonate protezioni e che invece lui trascina in una sgradevole polemica che ne puo’ danneggiare l’immagine di festival di musica di qualita’ che da sempre seguo con rispetto.

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