John Rundle, Bill Graves, James R. Holliday, Boris Jeremic, Sashi Kunnath, Kevin Mayeda e Steven Ward, sono i nomi dei componenti di un gruppo di ingegneri, matematici, scienziati e uomini d’affari che si stanno concentrando sullo sviluppo e l’uso di strumenti di analisi per valutare i rischi, fare previsioni e mitigare gli eventi catastrofici quali terremoti, inondazioni, incendi e uragani.
Questo gruppo ha un proprio sito web “Earthquake Forecasting and Hazard Analysis” che si intitola “OpenHazards Group. Com”
E da questo sito sono state “lanciate” previsioni/ predizioni che riguardano anche l’Umbria.
Come si può vedere entro tre anni viene dato praticamente per certo un forte terremoto, ≥ uguale o maggiore di 5 di magnitudo, mentre la probabilità di potenze superiori è di molto inferiore.
Il fatto che la magnitudo superiore – 6 – raccolga valori previsionali molto più lievi consola perché significa che scosse tra 5 e 6 di magnitudo sono previste solo con scarsa probabilità fino a tre anni
La localizzazione è abbastanza ampia perché 50 miglia di raggio da Perugia coprono abbondantemente tutta la Regione, ma ognuno andando sul sito può divertirsi a prendere come centro di riferimento un altro comune
Prendendo Todi, per esempio le previsioni diventano:
Per Massa Martana sono
Per Marsciano sono:
Probability of Earthquake Within 50 Miles of Marsciano Province of Perugia, Italy | |||
1 Month | 1 Year | 3 Years | |
M≥5 | 1.11% | 51.55% | 99.9% |
M≥6 | <0.05% | 2.01% | 15.80% |
M≥7 | <0.05% | 0.27% | 2.38% |
M≥8 | <0.05% | <0.05% | 0.13% |
Variazioni nelle previsioni lievi che confermano caso mai che la probabilità di un evento entro l’anno cresce andando da ovest verso est.
Per quanto si possa avere l’impressione di essere di fronte ad “un’americanata”, anche ipotesi statistiche di fonte italiana ricalcano le “previsioni” ed anzi…..
Il fisico Marco Mucciarelli, docente di Sismologia Applicata presso la Facoltà di Ingegeria dell’Università della Basilicata e direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS), secondo quanto riporta meteweb.eu , ha scritto “Recentemente il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha richiamato l’attenzione sul fatto che potrebbe essere imminente un evento sismico catastrofico in Italia (tipo Friuli o Irpinia, per richiamare i più recenti).
Ci sono state reazioni scomposte, da chi ha gridato all’inutile allarmismo a chi si meraviglia visto che si ripete sempre che i terremoti non si possono prevedere.
Non si tratta però di previsione (luogo, data e magnitudo precisi) quanto di una stima molto ragionevole.
Ci sono state reazioni scomposte, da chi ha gridato all’inutile allarmismo a chi si meraviglia visto che si ripete sempre che i terremoti non si possono prevedere.
Non si tratta però di previsione (luogo, data e magnitudo precisi) quanto di una stima molto ragionevole.
In Italia ci sono stati tra il 1100 ed oggi 59 terremoti catastrofici (con magnitudo maggiore o uguale a 6.3).

Il conto della serva ci dà una media di un terremoto ogni 900/59=15,25 anni.
Ora, il terremoto dell’Irpinia nel 1980 è stato l’ultimo di questa classe di eventi, ormai 33 anni fa. Sono quindi passati più del doppio della media degli anni da quel terremoto, e già questo sarebbe preoccupante.”








