A non essere d’accordo nei giorni scorsi il consigliere d’opposizione Cristian Mattioli.
Quest’ultimo ha censurato la presunta superficialità dell’amministrazione comunale nell’autorizzare un raddoppio della cava e soprattutto quei sedici ettari da destinare ad un invaso, senza considerare che la zona del quartiere Tripoli e gli altri nelle vicinanze avrebbero costantamente un cantiere aperto a poca distanza delle case.
Lo stesso consigliere suggeriva, inoltre di rialberare le zone della cava già sfruttate.
Ultima critica non aver legato l’autorizzazione al mantenimento o incremento dell’attività occupazionale
A tali critiche ha ora risposto il Comune il quale precisa innanzi tutto che “il piano di estrazione, compreso quindi quello dei ripristini ambientali dei lotti progressivamente utilizzati, dovrà essere oggetto di specifiche autorizzazioni a seguito di progetti esecutivi che l’azienda dovrà presentare prima dell’utilizzo effettivo del giacimento.
Progetti che saranno sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale nella quale verranno verificati approfonditamente tutti gli aspetti di sostenibilità dell’intervento. Tutto ciò dopo che la Regione Umbria ha già svolto la verifica di compatibilità ambientale ai sensi della Legge Regionale 3/2005 ed espresso parere favorevole (determinazione n. 3836 del 31/05/2013).”
Non sappiamo poi in base a quali dati si enuncia il rischio di cambiamenti climatici, dato che nessuno degli esperti che valutano tali progetti ha evidenziato questa eventualità. Tutto ciò fa pensare che ci si trovi di fronte a valutazioni personali non supportate da elementi scientifici che, data la materia, sono gli unici a fare testo.
Tema certamente centrale data la situazione economica e sociale ma che in alcun modo può condizionare l’iter di provvedimenti che sono, appunto, regolati da norme molto chiare rispetto alle quali quello che Mattioli propone rappresenterebbe null’altro che un abuso.
Altra cosa, come questa Amministrazione fa con l’intero sistema delle imprese, è interloquire per cercare di favorirne l’attività proprio allo scopo di evitare ulteriori colpi all’occupazione puntando, al tempo stesso, a ricercare sempre più elevati livelli di sostenibilità. In un territorio a spiccata vocazione d’impresa come il nostro questo è l’unico modo per cercare di attutire i problemi di una crisi globale, che certo non risolviamo a Marsciano.”
Ma forse la polemica tra alberi e laghetti è solo un aspetto del teatrino della politica perchè le due soluzioni, non solo possono coesistere, ma si integrano a vicenda.
Sponde alberate sicuramente favoriscono molto più di quelle brulle l’insediamento della fauna e la flora è utile ad ombreggiare le acque e ridurre l’evaporazione; come pure esistono alberi che con le loro radici consolidano le sponde ed anche sono in grado di depurare le acque










